Ancora una volta il destino del Comune di Asti si intreccia con quello di Alberto Bianchino. Sindaco negli anni difficili dell’alluvione, assessore ai Lavori Pubblici nella giunta di Vittorio Voglino all’epoca del piano del traffico e delle rotonde, ora è chiamato a reggere nuovamente i lavori pubblici a cui assommerà il bilancio, dopo le dimissioni di Santo Cannella. Due deleghe “pesanti”, in settori molto delicati: i lavori pubblici vetrina di ogni amministrazione, il bilancio fresco delle polemiche seguite alla bocciatura del conto consuntivo da parte dei revisori. Senza dimenticare il “personale”, la voce di spesa più consistente del bilancio comunale. Un ritorno che non può passare inosservato. Ne parliamo proprio con l’interessato di ritorno da Roma dove, insieme al sindaco e alla collega di giunta Maria Bagnadentro, ha sbloccato una tranche di finanziamenti per il nuovo palasport che sorgerà in piazza d’armi. Cosa l’ha convinta a tornare in giunta? “Uno come me che in passato ha lavorato tanto per la sua città come sindaco e assessore, quando il primo cittadino in carica lo chiama non può sottrarsi, non può che dire sì, anche se ha tutto da perdere, anche se si mette a rischio di brutte figure”. In proposito, qual è il suo obiettivo strategico per i prossimi tre anni? E nei lavori pubblici, quale opera sogna di realizzare? “Quando ero sindaco ho lasciato in eredità la ricostruzione post alluvione e i nuovi argini che hanno messo in sicurezza il fiume, da assessore nella giunta Voglino sono ricordato per le rotonde che hanno regalato tempo ai nostri concittadini, liberandoli dalla schiavitù dei semafori. Ora, grazie alla delega al personale, vorrei che la struttura comunale fosse veramente rivolta al cittadino. Prendo a modello il personale che ha lavorato con me nella scuola: gli astigiani devono essere visti dagli operatori pubblici come clienti graditi e non come rompiballe. Mi immagino ad esempio i vigili urbani a supporto e aiuto di cittadini e turisti, un’immagine che oggi indubbiamente non hanno. Sarò originale: vorrei che le acque dei torrenti cittadini tornassero a correre in superficie rivitalizzando pezzi di città che ora sono morti e alleviando il carico della rete fognaria. Penso al rio Valmanera, al rio Rilate, al torrente Versa, ad altri minori. L’esempio del Tanaro, oggi molto più pulito e vivo di trent’anni fa, va riproposto. Dopo le dimissioni di Santo Cannella si trova anche il bilancio, una bella gatta da pelare… “Il bilancio ha una parte tecnica e una politica. Voglio un documento molto trasparente, ma anche molto governato: punterò a ridurre le improvvisazioni, a favore di una programmazione e di un controllo di gestione più stringenti. E’ vero ciò che ha detto Cannella: in questi ultimi anni lo Stato ha drasticamente tagliato le entrate dei comuni, ma i servizi essenziali bisogna comunque offrirli facendo fronte con risorse diverse. In questo senso sono d’accordo con Renzi: solo tagliando la burocrazia si risparmierebbero tempo e soldi in quantità, da reinvestire a favore dei cittadini”. Massimiliano Bianco
Tre domande a… Alberto Bianchino
TRE DOMANDE A
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