Sarà un altro intenso anno di attività didattiche per il Parco paleontologico astigiano: numerosi gruppi scolastici, dai piccoli delle scuole d’infanzia agli studenti dell’università, faranno lezione nelle tre aree protette, nei geositi o al museo dei fossili del Michelerio. “Le adesioni per questa sessione scolastica arrivano già fino ad aprile: stiamo completando il quadro con le prenotazioni per maggio e giugno” conferma Francesco Ravetti, responsabile del Servizio didattica – CEA (Centro di educazione ambientale) del Parco paleontologico. L’offerta delle proposte tra i fossili o nella natura è ampia: accanto alle attività consolidate, ogni anno prendono forma nuove iniziative. Alcune sono decollate in ottobre con una caratteristica ben precisa: i ragazzi saranno coinvolti in uscite non “una tantum”, ma studieranno con i guardiaparco in progetti pluriennali. Le classi di Scienze Applicate del Monti, per esempio, percorreranno la storia del nostro territorio, dal mare di tre milioni di anni fa alle colline di oggi: un viaggio che li impegnerà per i prossimi tre anni. L’impronta innovativa del progetto è che, dopo la visita al museo dei fossili e al geosito di Cortiglione e le lezioni di botanica che li porterà a conoscere la flora locale e ad approfondire la storia evolutiva del mondo vegetale, gli studenti analizzeranno, nel parco naturale di Rocchetta Tanaro, la funzionalità ecologica dei piccoli corsi d’acqua e il fenomeno del deperimento dei querceti causato dal cambiamento climatico. “In effetti proprio la quercia – spiega Ravetti – è la pianta che sta soffrendo di più: soprattutto gli esemplari dei dossi collinari che vivono in terreni sabbiosi e che risentono maggiormente della penuria d’acqua. Non di rado gli alberi indeboliti vengono attaccati dai parassiti, come i bruchi defogliatori: attraverso escursioni di ricerca, con i ragazzi osserveremo le piante dal vivo e approfondiremo le misure che l’Ente di gestione mette in atto per contrastare il deterioramento”. Un altro progetto pluriennale sta coinvolgendo, sempre a Rocchetta, i bambini della Buonarroti: con i guardiaparco e il biologo Tiziano Bo studiano gli animali attraverso le tracce lasciate nel bosco: dalle impronte (tasso, volpe), alle penne e piume (picchio, allocco), agli alberi scortecciati (capriolo) e così via. “Non offriamo l’aspettativa di vedere gli animali, che spesso si muovono a partire dal tramonto – indica Ravetti – ma di imparare, in campo e nell’aula didattica della Casa Parco, le tecniche per monitorare le specie presenti: gli allievi scopriranno, per esempio, l’utilità dell’uso delle fototrappole per la gestione faunistica”. Poi, il prossimo anno scolastico, studieranno gli animali del passato, dai reperti fossili delle balene a quelli del mastodonte. Tra gli altri progetti in corso quello della ricerca e studio della biodiversità nel Parco urbano di Rio Crosio e nelle Aree Protette con alcune classi della scuola secondaria di primo grado Brofferio, mentre gli studenti del Giobert (indirizzo in Costruzioni – Ambiente e Territorio) approfondiranno le specificità del suolo con escursioni a tema geo-paleontologico e naturalistico in funzione della loro futura professione di geometri. “L’andamento delle prenotazioni – dice Ravetti – ci fa supporre che l’adesione alle proposte didattiche elaborate dal Centro di Educazione Ambientale possa superare il dato dello scorso anno scolastico (7600 ragazzi con oltre 430 classi coinvolte). L’obiettivo, a fronte di un numero crescente di adesioni (dalle diverse province del Piemonte attendiamo più di 50 classi), è quello di continuare a garantire, in ogni occasione, ai gruppi in visita un’adeguata accoglienza e una consulenza accurata”. Un servizio reso possibile grazie ai vari soggetti che collaborano con i guardiaparco: le cooperative CSPS e Welcome Piemonte (per le attività che si svolgono anche in Val Sarmassa e in Valle Andona,Valle Botto e Valle Grande), i ricercatori dell’Università del Piemonte Orientale, gli operatori del Servizio Civile del Museo Paleontologico, l’Associazione Ambiente Storia & Natura.
Perché si ammalano le querce? Nel parco di Rocchetta Tanaro gli studenti analizzeranno gli effetti del cambiamento climatico
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