I giovani e la libertà al tempo del Coronavirus: sono in rete i lavori delle scuole nati nell’ambito dell’iniziativa “25 aprile: a distanza, ma insieme” che, nel giorno della Liberazione, ha coinvolto 104 Comuni dell’Astigiano nella lettura collettiva della poesia “Una sera di sole”.
Dai piccoli della scuola dell’infanzia ai grandi dei licei, in tantissimi (oltre un migliaio) hanno risposto, individualmente o in gruppo, alla domanda: “Che cos’è per me la libertà?”.
I lavori, realizzati a distanza sotto la guida degli insegnanti, e con la regia di Provincia e Ufficio Scolastico Provinciale, sono ora pubblicati sui siti web di una trentina di Comuni: disegni, video, scritti, poesie, fotografie ottenute con elaborazione digitale nei quali prende forma, con concetti semplici o pensieri più strutturati, un desiderio istintivo e profondo. Perché, indicano i giovani, non bisogna mai darla per scontata la libertà, così cercata ora che il virus l’ha confinata. E loro, chiusi in casa (dalla Valle Bormida al Nord Astigiano, dal capoluogo ai piccoli paesi sparsi ovunque per la provincia), s’interrogano e raccontano.
“Ci stiamo mettendo nei panni di chi la libertà non l’ha mai avuta” osserva Francesca.
Petar: “Oggi non basta solo vivere, ci vuole anche un po’ di sole, un fiore, un prato verde dove ci si sente liberi di fare cose giuste, cose utili”.
Per i bambini la libertà è un bosco, il mare, entrare nell’arcobaleno, diventare farfalla o palloncino colorato. Per la piccola Giulia, 5 anni, “salutare e sognare gli unicorni”.
Per gli adolescenti la libertà è “sentirsi di fare ciò che ci fa piacere ma senza distruggere quella degli altri”; “scegliere quello che si vuole per la propria vita, rispettando le regole”. “Tenere per mano le persone che amo senza avere paura” (Lucia), “essere libera da nuvole per la testa” (Sara). In tanti vorrebbero tornare a scuola, giocare con gli amici, dare un bacio ai nonni e, naturalmente, sconfiggere il virus invisibile. Nel disegno di Virginia, dai lunghi capelli di una giovane donna pensosa nascono e trovano il volo candide colombe. E poi: “vietato smettere di sognare” (Alessia).
Ragionano anche, i ragazzi, sulla libertà nata 76 anni fa dalla Resistenza: c’è chi cita Pietro Calamandrei, chi Beppe Fenoglio e annota: “la libertà non è una questione privata”; chi s’immagina giovane partigiana e scrive una lettera all’amica, chi con matite colorate raffigura l’estinzione delle svastiche. “La libertà – il messaggio di Francesco – non è una fortuna giunta a noi per caso, ma una conquista da ricordare e preservare”.
Accanto ai giovani, che bisognerebbe citare uno ad uno per l’impegno e la creatività messi in campo, ci sono insegnanti che cantano in video “Bella ciao” e cittadini che i tempi della scuola li hanno dimenticati da un pezzo, ma che vogliono parlare comunque di libertà.
“Quella che abbiamo visto è una bellissima espressione di partecipazione civile” riflette Paolo Lanfranco, presidente della Provincia, promotrice dell’iniziativa sul 25 aprile a distanza con il Comune di Baldichieri e su idea della giornalista Laura Nosenzo. “In una situazione inedita e difficile che ci ha costretti a fermarci – aggiunge – siamo riusciti a coinvolgere molte persone, dai sindaci ai cittadini del futuro, finendo per riflettere tutti insieme sull’importanza della libertà, rileggere i messaggi del passato, riscoprire i valori della nostra comunità. Un’esperienza individuale e collettiva importante”.
“Torneremo ad abbracciarci – scrive Luca – Tutto sarà più bello di prima perché avremo capito!”.
Latifa fa una cosa diversa da tutti gli altri: si scrive una lettera, “Alla me del futuro”, per non dimenticare mai che “la libertà non è un regalo, ma una conquista”.
Nessun dubbio per i giovani: “La libertà esiste. Bisogna solo trovarla”.
E una promessa: “A presto libertà”.
La libertà al tempo del coronavirus: per i giovani “esiste, bisogna solo trovarla”
cultura
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