Un anno fa, insieme alla quaresima iniziava il “tempo del Covid”. Un tempo che sembra averci rubato un pezzo di vita. Ci ha portato via la libertà rinchiudendoci per molti mesi nelle nostre case ed anche ora, a seconda dei colori della zona, viviamo nelle restrizioni. Il Covid ci ha confinato in una vita dove le certezze di un tempo sono crollate, ci siamo accorti di non essere così onnipotenti e immortali come pensavamo; anche a livello economico non sappiamo come andrà a finire. Il Covid si è portato via la vita di tanti dei nostri cari, senza lasciarci la possibilità di salutarli e di accompagnarli nell’ultimo tratto. La consapevolezza della nostra fragilità e la paura, a cui non eravamo abituati, ci accompagnano e ci fanno vivere una vita ai margini della normalità. Siamo preoccupati del futuro perché non sappiamo che cosa ci riserverà.
Allo scoccare del primo anno di pandemia, ricomincia la quaresima. Un tempo per “ritornare al Signore”, un tempo, quest’anno più che nel passato, per uscire dai “margini della vita” e tornare al suo cuore.
Sì, perché lontani da Dio la vita non è quella vera, è una vita al margine. Vicino a Dio siamo nella certezza che, anche nella notte più oscura, Egli ci ama, ci conduce e ci protegge. Una vita al margine è una vita di paura e smarrimento, il centro della vita è fiducia e luce. Una vita al margine è una vita guidata dalla brama di possedere, dalla brama del potere, dal desiderio di usare Dio; una vita “al centro” è una vita insieme a Dio, una vita che si dona e condivide.
La quaresima, con il segno delle ceneri, ci chiede ancora una volta di ricentrarci, perché la vita senza Dio, vale nulla, come la cenere, perché una vita lontano da Dio in un attimo svanisce, come la cenere che al primo soffio vola via e si dissolve.
Ecco la nostra quaresima nel secondo anno in compagnia (forzata) con il Covid: ritornare “dai margini della vita” al suo centro.
Siamo stanchi, sfiduciati, arrabbiati, ma non vogliamo permettere che tutto questo prevalga nei nostri cuori. Vogliamo fare uno sforzo ulteriore, molto impegnativo, e tornare a vivere, tornare dai margini della vita al suo centro facendo prevalere la speranza e soprattutto la certezza che ogni attimo del nostro vivere non è sciupato o inutile, ma è un’occasione che Dio ci dà per godere del suo amore e vivere nell’amore.
La nostra preghiera, in questa quaresima, sia un guardare al Signore per chiedergli di saper vedere la nostra vita con il suo sguardo. La nostra preghiera ci faccia crescere nel guardare alla vita, non dai margini della depressione, della rabbia e della tristezza, ma dal centro del cuore di Dio che sempre rende tutto nuovo, che sa “scrive dritto sulle righe storte della storia”.
Il nostro digiuno sia anche lotta ai pensieri che non ci fanno vivere serenamente, sia rinuncia a tutti quei discorsi che possiamo fare o ascoltare, a tutte quelle letture e programmi, che non fanno altro che creare catastrofismo, che ci tengono relegati ai margini della vita e che alla fine ci lasciano soltanto con la rabbia nel cuore.
Papa Francesco al n. 68 di “Fratelli tutti” ci dice: “Vivere indifferenti davanti al dolore non è una scelta possibile, non possiamo lasciare che qualcuno rimanga ai “margini della vita”. Questo ci deve indignare fino a farci scendere dalla nostra serenità per sconvolgerci con la sofferenza umana. Questo è dignità”. Questa sarà la nostra carità quaresimale: fare gesti concreti di condivisione perché nessuno sia più lasciato ai margini della vita dove, lo abbiamo sperimentato, non si sta assolutamente bene. Ci concentreremo su chi nella nostra Diocesi, a causa anche della crisi economica legata alla pandemia, non ha più la forza “di arrivare a fine mese”. Dare loro una mano con un’offerta all’emporio solidale, sarà la nostra azione concreta e semplice. Ma non ci basta, perché non vogliamo chiudere gli occhi ed il cuore, ma aprirci ad uno sguardo più ampio, ed allora vorremmo anche chiedere un gesto di solidarietà verso chi è in gravi necessità ai margini della nostra Europa. Invitiamo anche ad un gesto di condivisione per dare pane e vestiti ai profughi bloccati nella gelida Bosnia.
Il nostro cammino dai margini al centro della vita approderà alla Pasqua, la festa in cui Gesù ha definitivamente sconfitto la morte e la vita è arrivata alla sua pienezza. Anche noi possiamo arrivare alla risurrezione Pasquale: camminiamo dietro a Gesù e facciamo crescere in noi i sentimenti e le azioni che sono stati suoi. Così passeremo dai margini della vita al suo cuore.
Buon cammino a tutti e… ci vediamo al centro, dove c’è Vita, dove c’è Gesù risorto.
Buona quaresima
+ Marco
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