Gemina, quando Armenia e Monferrato si riconoscono
Luoghi distanti migliaia di chilometri che custodiscono cultura, storia, storie, arte, musica. Paesi lontani, lingue diverse, ma che si riflettono come in uno specchio. Parla di questo “Gemina – Echoes of Identity Across Borders”, il documentario a firma del regista astigiano Alessio Mattia, realizzato con l’associazione SiAmo il Monferrato. Un dialogo tra Monferrato e Armenia tra arte, memoria e identità che fa scoprire gli aspetti di due territori molto più simili tra loro di quanto si possa immaginare. Un lavoro realizzato tra dicembre e febbraio, girato tra Yerevan, Venezia, Parigi, Torino e l’Astigiano, che racconta di questo ponte ancora poco battuto che congiunge le due sponde di un mondo simile composto da spiritualità, vinificazione, arte e migrazione.
Realizzato con il contributo della Regione Piemonte, ha visto la collaborazione anche di Hayeli, Nork Group e della fondazione Time2, impegnata in percorsi di inserimento lavorativo di persone diversamente abili e con disagio sociale.
“Quattro giovani della fondazione hanno partecipato a un corso di formazione tenuto dal regista e poi hanno partecipato attivamente alla realizzazione del progetto, che prevede anche la pubblicazione di un libro e l’allestimento di una mostra fotografica”, ha spiegato Simona Paniati, presidentessa di SiAmo il Monferrato.
Il documentario, anzi il vero e proprio film della durata di 75 minuti, è come una sorta di racconto nel racconto. Sono infatti le interviste a guidare lo spettatore tra i meandri dei diversi aspetti sia del Monferrato che dell’Armenia. C’è così l’arte, rappresentata da Tigran Tsitoghdzyan, artista armeno di fama internazionale, da Ottavio Coffano, scenografo astigiano conosciuto in tutto il mondo, passando per Ugo Nespolo, pittore e scultore. C’è l’imprenditoria con le storie di Gukas Khachatryan e di Armine Ohanyan, stilista di origine armena trapiantata a Parigi. E poi la cultura, con gli interventi degli antropologi Piercarlo Grimaldi e Francesco Scalfari e del sociologo don Luigi Berzano.
C’è poi il racconto della diaspora del popolo armeno, affrontato da studiosi tra cui Baykar Silvazliyan, già presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia, e dai suoi protagonisti, che scopriamo avere una forte similitudine con le storie di immigrazione ed emigrazione che costituiscono la spina dorsale del Monferrato. E ancora la vinificazione, nata proprio in Armenia e che nel nostro territorio è un vanto a livello internazionale. Un viaggio che ha il duplice obiettivo di far conoscere due territori poco noti fuori dalle loro realtà locali, ma anche di attrarre turismo e soprattutto investitori.
“Io non sono astigiana, sono veneta e per il mio lavoro ho viaggiato in tutto il mondo, ma solo in due luoghi mi sono sentita a casa: il Monferrato, dove ho comprato casa, e l’Armenia, dove ho davvero moltissimi amici – ha spiegato Silvia Izzo, project manager e brand ambassador di Monferrato e Armenia -. Questi due territori hanno molti aspetti in comune, ma sono anche luoghi bellissimi e sconosciuti ai più, e con il nostro progetto vogliamo proprio che vengano scoperti. Guardando il film si percepiscono proprio le emozioni di questi territori, che hanno tanto da dire al mondo”.
Ventiquattro le interviste in quattro lingue diverse che guideranno lo spettatore in un viaggio affascinante, che racconta luoghi e persone in modo inaspettato e profondo e che verrà presentato in anteprima martedì 21 aprile, alle 19, al cinema Anteo di Milano, in occasione della Design Week, e poi a Torino, il 14 maggio, alle 19, negli spazi della Società Canottieri Armida.
“A giugno ci sarà una proiezione anche ad Asti”, ha aggiunto Paniati, annunciando anche che il documentario è stato iscritto al Festival del Cinema di Yerevan.
Ma SiAmo il Monferrato non è solo Gemina, un progetto che nei prossimi mesi prevederà altri due documentari, uno in Romania e l’altro in Giappone.
“Sono quattro i progetti che stiamo realizzando e che vertono su settori diversi. A parte Gemina, che si occupa di cultura, arte e musica, abbiamo Convivia, dedicato al food and beverage, grazie al quale abbiamo già stretto rapporti con rappresentanti dell’Arabia Saudita, e in cantiere ci sono Futura, dedicato alla tecnologia, e Vivere, che si occuperà di wellness”, ha precisato Roberto Cotto, altro membro di SiAmo il Monferrato.
Tra i progetti già avviati, appunto, Convivia: “Il nostro obiettivo è usare la cucina delle nonne come ponte tra diverse culture”, ha concluso Caterina Gamba, cuoca e tra le fondatrici dell’associazione.