Nomine Banca di Asti, Ingrasci (Udc): “La possibile nomina di Maurizio Rasero a presidente rappresenta una garanzia”
Finalmente, dopo settimane e settimane di ipotesi, scenari e anticipazioni, la Fondazione ha indicato, all’unanimità, i nomi di coloro che siederanno nel CdA della Cassa di Risparmio del territorio. Due le novità principali: da maggio ci saranno un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato. La Cassa di Risparmio conta circa 200 filiali, a cui si aggiungono gli oltre 80 punti vendita di Pitagora. I dipendenti sfiorano quota 2.000. La Cassa, con i suoi dirigenti, quadri e impiegati, gestisce 19 miliardi di euro di attività finanziarie intermediate: numeri che giustificano e spiegano la crescente tensione degli ultimi mesi, data l’importanza della posta, rispetto alla prospettiva di vendita di parte delle quote in mano alla Fondazione. La classe politica, e si immagina anche quella economica e imprenditoriale, si è confrontata e si confronterà sul futuro di un istituto fondato nel 1842, quando non esisteva ancora lo Stato italiano. Forse le azioni della Fondazione verranno vendute, forse no. Il “cuore” suggerirebbe di no, per non perdere lo status di banca del territorio. La “testa”, ovvero la capacità di assumere decisioni nell’esclusivo interesse dei clienti, dei dipendenti, delle migliaia di azionisti e degli astigiani, consiglia invece cautela. In questo contesto, la possibile nomina di Maurizio Rasero a presidente rappresenta una garanzia. Prima ancora di essere una nomina tecnica è un giuramento di lealtà verso i suoi concittadini e il suo territorio. Va da sé che mette in gioco la propria credibilità politica nella difesa di Asti e dei suoi risparmiatori. Resta un impegno che prevale su tutti: rilanciare il valore alle azioni di chi ha creduto nella Cassa di Risparmio. Senza alibi. Senza scorciatoie. Senza tradire questa terra.
Franco Ingrasci, commissario provinciale Udc