Tre domande a… Emanuela Tartaglino
Emanuela Tartaglino, laurea in materie Letterarie e diploma al Conservatorio, approda all’istituto Artom, orfano di Franco Calcagno, fresco di pensionamento. Dirigente dal 2012, da 11 anni era alla guida dell’istituto comprensivo di Montegrosso, affiancando anche incarichi di reggenza presso altri istituti. L’Artom è un istituto tecnico che ha sede ad Asti in via Romita e a Canelli; entrambi i plessi ospitano anche corsi serali per adulti. I percorsi che gestisce sono Chimica, materiali e biotecnologie; Elettronica ed elettrotecnica; Informatica e telecomunicazioni; Meccanica, meccatronica ed energia; Manutenzione e assistenza tecnica; Apprendistato duale di primo livello, un contratto che consente di frequentare un percorso di istruzione per conseguire un titolo di studio e contemporaneamente di essere assunti come apprendisti.
Quello all’Artom è il suo primo incarico in una scuola superiore di secondo grado. Ha qualche preoccupazione in merito?
“Finora mi sono sempre occupata di istituti comprensivi che includevano scuole appartenenti al primo ciclo di studi ma non ho alcuna preoccupazione in merito. Anzi, sono molto emozionata di iniziare questa nuova esperienza in una scuola di alto livello”.
Come lascia l’istituto comprensivo di Montegrosso?
“Con grande dispiacere. Sono stati 11 anni davvero importanti per la mia formazione e non nascondo che non mi dispiacerebbe mantenerne la reggenza. Vedremo quando usciranno le disponibilità: se ci saranno la possibilità e le condizioni, ne farò richiesta”.
Non la spaventa un possibile doppio incarico?
“Sarebbe sicuramente impegnativo ma conosco molto bene l’istituto di Montegrosso e so di poter contare su uno staff affiatato e abile. Non sarebbe comunque la prima volta che mi troverei a dirigere più di un istituto”.
L’intervista completa e altri approfondimenti sul tema sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 24 luglio 2026
Laura Avidano