Tari, Ingrasci: “Rafforzare trasparenza e partecipazione per migliorare i servizi”
Le recenti discussioni sulla Tari ad Asti offrono l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini, fiscalità locale e qualità dei servizi pubblici. Non si tratta solo del livello della tariffa, ma della capacità del sistema di garantire equità, chiarezza e risultati concreti sul territorio. È evidente come, accanto ai costi strutturali elevati del servizio di gestione dei rifiuti, permangano criticità legate alla percezione di equità e alla comprensibilità del sistema. Va inoltre ricordato che la determinazione della Tari è un processo complesso, influenzato anche dalle modalità di affidamento del servizio e dagli esiti delle gare, che possono incidere in modo rilevante sui costi complessivi. Molti cittadini faticano a cogliere il legame diretto tra le risorse versate e la qualità dei servizi ricevuti. Colmare questa distanza è una priorità per rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Allo stesso tempo, non si può ignorare come comportamenti incivili, come l’abbandono dei rifiuti, continuino a generare costi aggiuntivi e a compromettere il decoro della città: responsabilità pubblica e responsabilità individuale devono procedere insieme. La Tari, per sua natura, è una delle entrate comunali più direttamente percepite. Per questo serve un cambio di passo nella trasparenza: i cittadini devono poter capire con chiarezza come vengono utilizzate le risorse e quali risultati producono. In questa direzione, è necessario aprire con decisione a strumenti di partecipazione, a partire dal bilancio partecipativo sui servizi urbani e ambientali. Destinare una quota delle risorse a progetti scelti direttamente dai cittadini rende le scelte più condivise, più efficaci e più controllabili. A questo si può affiancare una riflessione più ampia su forme di partecipazione collegate ad altre entrate comunali, coinvolgendo i cittadini nella definizione delle priorità di investimento anche su risorse di bilancio generale e su interventi strategici per la città. Esperienze già consolidate in città come Bologna, Milano e Torino dimostrano che questa strada è non solo praticabile, ma utile per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche. Alcune delle priorità possono essere facilmente identificabili: decoro urbano, manutenzione, raccolta differenziata, isole ecologiche, sostenibilità ambientale. Interventi concreti, che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini. Le discussioni in corso non possono esaurirsi in una contrapposizione sterile. Serve una scelta politica chiara: più trasparenza, più partecipazione e più responsabilità condivisa. Solo così è possibile ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e garantire servizi all’altezza della città che Asti merita.
Franco Ingrasci, commissario provinciale Udc