Anomalie nella riconsegna delle carte d’identità. L’Anagrafe comunale lancia l’allarme
Non è sfuggita, all’attenzione dei dipendenti dell’Anagrafe di Asti, una anomalia (in costante aumento) nella riconsegna della Carta d’identità Elettronica all’atto del normale rinnovo. “Già dal primo caso – ha comunicato l’Assessore Giovanni Boccia – il nostro attentissimo dipendente ha segnalato il curioso episodio di una Carta da rinnovare e riconsegnata dall’interessato (come prevede la legge) con la mancanza del microchip contenuto al suo interno. Questa “curiosità” ha subito attirato l’attenzione dell’impiegato e immediatamente gli uffici hanno alzato al massimo il livello di attenzione comunicandolo alle forze dell’ordine”.
L’uso illecito di microchip viene attuato con procedure di reset (cancellazione o ripristino delle impostazioni di fabbrica) e cifratura con altri dati (riscrittura non autorizzata) e costituisce una grave minaccia informatica e un reato penale legato alla falsificazione di identità e alla frode. Questa pratica colpisce principalmente i dispositivi a radiofrequenza (RFID e NFC), usati anche nei documenti di identità elettronica. “E’ ovvio – ha continuato Boccia – che invitiamo tutti i nostri concittadini, a non sottovalutare il pericolo, dovuto all’illecito uso del microchip, e magari asportarlo per gioco, riutilizzarlo o peggio ancora lasciarlo in mani abituate ad atti illeciti. I Servizi Demografici, d’intesa con le Forze dell’Ordine, forniranno l’elenco di tutti quei cittadini che si presenteranno all’Anagrafe con la Carta d’identità palesemente manomessa”.
Nel reset del chip, vengono usati specifici lettori/scrittori hardware per bypassare le restrizioni di sicurezza e azzerare la memoria del circuito magari utilizzando, in modo fraudolento, parte dei dati in esso contenuto. A maggior tutela dei nostri cittadini, i servizi demografici si sono altresì dotati di uno speciale macchinario per la triturazione delle carte consegnate dagli utenti.