Riccardo Rossotto ospite del Rotary
Riccardo Rossotto, avvocato torinese esperto in diritto societario, già docente a contratto dell’Università di Torino e collaboratore dell’Università Cattolica di Milano, giornalista pubblicista e autore di saggi storici, è intervenuto martedì alla serata conviviale del Rotary Club Asti, svoltasi al ristorante Ca’ Vittoria di Tigliole, dove ha parlato delle vicende che portarono al 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero di diventare repubblica.
La sua è stata una chiacchierata ricca di particolari sconosciuti ai più, che ha messo in evidenza come in pochi mesi un Paese uscito distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale e percorso da profonde divisioni di ogni tipo sia riuscito nel miracolo di organizzare in breve tempo prima le elezioni amministrative, poi quelle per l’Assemblea Costituente e contestualmente il referendum istituzionale, portando al voto per la prima volta le donne, per poi passare ordinatamente alla nuova forma istituzionale, in un contesto non privo di profonde tensioni.
Rossotto ha individuato, tra le molte eminenti personalità che furono protagoniste di quel momento storico, tre soggetti che non ha esitato a definire “giganti”: Alcide De Gasperi, capo del governo e della democrazia cristiana, che seppe gestire quei difficili momenti con grande abilità e altrettanta determinazione, Palmiro Togliatti, capo del partito comunista e strenuo avversario di De Gasperi, che però nei passaggi più difficili puntò sempre alla coesione e mai alla rottura, e infine Umberto II di Savoia, l’ultimo re, un uomo che di fronte al rischio che tra monarchici e repubblicani scoppiasse una nuova guerra civile scelse volontariamente l’esilio, pur denunciando come illegittimo il comportamento del governo che lo esautorò quando i risultati del referendum ancora non erano chiari.
Il relatore ha sostenuto che non possono esserci dubbi sulla vittoria della repubblica, sia pure di stretta misura, ma da repubblicano convinto, quale si è definito, ha voluto evidenziare come Umberto di Savoia, nei due anni in cui ha esercitato le funzioni di Capo dello Stato – prima come luogotenente del regno, poi per un solo mese come sovrano – seppe dare segni inequivocabili di voler voltare pagina in senso democratico, caldeggiando e firmando leggi importanti come quella che diede il voto alle donne o quella che istituì l’Assemblea Costituente o, ancora, quella che ha introdotto la Festa Nazionale della Liberazione d’Italia, che da allora si celebra ogni 25 Aprile.
Al termine della serata, dopo numerose domande, il relatore è stato ringraziato dal presidente del Rotary Renzo Gai e omaggiato con il gagliardetto del club e una magnum di vino astigiano.
L’intervista all’avvocato Rossotto si può vedere sul canale youtube @RotaryHubAsti.