Il Festival dei Popoli si chiude con l’inaugurazione del murale
Un filo invisibile attraversa le storie, unisce le persone e tiene insieme la comunità. Sabato 17 ottobre, quel filo diventerà immagine, colore e patrimonio condiviso con l’inaugurazione del murale “Il filo invisibile: donne, pace, comunità”, in programma, alle 16, di fronte all’oratorio di San Domenico Savio, in via A. Tosi 30. Sarà l’ultimo appuntamento della quinta edizione del Festival dei Popoli di Asti, in calendario dal 25 settembre al 17 ottobre.
Il murale nasce da un percorso collettivo di laboratori dedicati al ruolo delle donne, alla cura e all’integrazione. Attraverso il linguaggio della street art, volti, mani e storie delle donne migranti prendono forma sulla parete, rendendo visibile ciò che spesso rimane sullo sfondo: il lavoro quotidiano, le relazioni e le responsabilità condivise che contribuiscono a far crescere una comunità.
Non una semplice decorazione urbana, ma una dichiarazione di appartenenza. L’opera riconosce il valore di chi, con la propria esperienza e il proprio impegno, contribuisce alla vita della città, ricordando che le differenze non sono un ostacolo da superare, ma una ricchezza da riconoscere e mettere in relazione.
La scelta di concludere il Festival con un’opera destinata a rimanere nel quartiere dà concretezza al tema di questa edizione, “Il filo invisibile. Donne, pace, comunità”. Perché il dialogo non si esaurisce negli incontri e nelle parole: lascia tracce, crea legami, cambia lo sguardo. E può trovare spazio anche su un muro, trasformandolo in un messaggio aperto a tutti.