Revigliasco, domenica 25 ottobre il Teatro degli Acerbi presenta “Soldato mulo va alla guerra”
Va in scena domenica 25 ottobre alle 15,30 in piazza Garons a Revigliasco “Soldato mulo va alla guerra” del Teatro degli Acerbi, nell’ambito della rassegna “Cunté Munfrà – dal Monferrato al mondo”, giunta quest’anno alla venticinquesima edizione.
Un’intensa storia di fratellanza, che riconduce alla natura. Lo spettacolo, scritto e diretto da Patrizia Camatel, vede sul palco Massimo Barbero.
Tra le fonti una ricerca storica su una famiglia astigiana, testi di Lucio Fabi e dall’Israt. I costumi sono di Sara Bosco di Vezza Maison.
Uno spettacolo con oltre settanta repliche in giro per l’Italia.
Durante la Prima Guerra Mondiale accanto agli uomini ha combattuto un esercito di animali. Muli, asini, buoi, cani, cavalli, piccioni vennero utilizzati per le azioni belliche, per lo spostamento di reparti e materiali, per le comunicazioni e il sostentamento delle truppe. E le testimonianze degli uomini al fronte ci parlano anche di convivenze altrettanto strette, con gli animali, ma non altrettanto desiderabili: i topi che invadevano le trincee, pulci e pidocchi che infestavano le vesti e i giacigli…
La forzata coesistenza di animali di ogni genere con gli uomini avvicinò gli uni agli altri in una tragica fratellanza di fronte alla morte e alla sofferenza.
Giuseppe Zabert, classe 1897, figlio di mezzadri, parte da Valfenera – come altri dieci tra fratelli e cugini – per andare a servire la Patria al fronte. La cartolina di precetto lo raggiunge in seminario, ma nemmeno la vocazione al sacerdozio risparmia al giovane di obbedire alla chiamata alle armi: dovrà confrontarsi anche lui con la disciplina militare, con condizioni di vita estreme, con il costante pensiero di morire o di dover uccidere. Assegnato ad un reparto di artiglieria alpina, ha per compagna la mula Margherita, alter ego animale che stimola domande sull’obbedienza e sul coraggio, sulla capacità di sacrificio, sull’insensatezza delle guerre. Dov’è quel Dio, padre e onnipotente, che Giuseppe voleva servire per tutta la vita? Come continuare ad intravederlo in mezzo al continuo scempio di vite, al massacro delle creature, umane ed animali? E se l’uomo e l’umile mulo condividono la morte sui campi di battaglia, condivideranno pure la salvezza? Una riflessione che parte da un contesto storico preciso per approdare ad una prospettiva esistenziale e spirituale.
L’ingresso è gratuito. Per info: 328/706.90.85 (telefonare in orario pomeridiano).