Due modi di raccontare storie e mondi attraverso le immagini si sono incontrati ieri al Fiera Cafè, nell’ormai consueto appuntamento pomeridiano organizzato dalla Gazzetta d’Asti. I giovani registi Alessio Mattia e Gino Caron prima, e le fotografe Dayana Marconi, Emanuela Crosetti e Claudia Fresu nella seconda parte, hanno parlato di come un passione sia diventata un lavoro.

“Studiavo filosofia – ha spiegato Alessio Mattia – ma senza grossi risultati. Ho saputo che al Centro Giovani tenevano un corso di video e montaggio e mi sono iscritto. Ho visto i primi frutti del mio lavoro, li ho trovati incoraggianti e sono andato avanti. Questo ha portato in seguito alla creazione di un gruppo di lavoro e alla creazione delle Officine Kaplan”.

Duplice invece il ruolo di Gino Caron, regista e attore: “Ho diretto e interpretato due cortometraggio, che si sono subito fatti notare in kermesse importanti. Dal punto di vista dell’interpretazione mi sento più a mio agio quando è un altro a dirigermi. Così è stato in “Se davvero prenderò il volo”, del quale è regista Filippo Vallegra, con il quale abbiamo vinto il premio Spazio Torino all’ultimo Torino Film Festival”.

Non meno rilevanti i traguardi raggiunti da Mattia e Officine Kaplan, che in pochi anni hanno prodotto numerosi cortometraggi e videoclip, selezionati per importanti concorsi (incluso il Torino Film Festival) e presentati anche all’estero. “Al momento io e Paolo Gonella stiamo lavorando a un nuovo cortometraggio insieme a Anthony Sisco, attore americano del Living Theatre che ha già partecipato a nostri precedenti lavori, incluso “Mr Doyle” che ci ha portato ad essere tra i finalisti al Torino Film Festival. Lui è entusiasta di venire a girare ad Asti, sa cogliere il fascino e le suggestioni di alcuni scorci della nostra città. Con lui abbiamo anche il progetto, più ambizioso, di girare un lungometraggio a Los Angeles, insieme ad altri attori statunitensi. Ci stiamo lavorando e contiamo di concretizzarlo appena possibile”.

“Anche Filippo e io abbiamo nuovi progetti in cantiere – interviene Caron – e continuo a scrivere sceneggiature che spero di poter portare presto sullo schermo. Filippo al momento è in Messico, attendo che ritorni con un nuovo bagaglio di idee”.

Il discorso si è poi spostato sulla fotografia “in rosa”. Tre artiste, tre modi di vivere la propria passione. “Ho iniziato come reporter musicale – ha spiegato Emanuela Crosetti – e a questa attività la passione per il viaggio e la voglia di raccontare la storia di altri popoli. Sono appena tornata da un viaggio in Bosnia dove ho visto un paese che, nonostante i segni della guerra, sa guardare al futuro”.

“Mi sono avvicinata alla fotografia solo pochi anni fa – ha raccontato Claudia Fresu – e ne sono rimasta affascinata. Uno scatto riesce a cristallizzare un momento di realtà, e spesso a raccontare quello che altri media non sanno cogliere. Ad esempio, ho fatto un reportage sul movimento degli Indignados in Spagna, e credo che nel fissare alcune immagini di questo movimento e la sua forza si riesca a raccontarlo in modo più completo”.

Più visionario, ma non meno affascinante, l’universo creativo della terza fotografa ospite, Dayana Marconi: “Ho iniziato lavorando in pellicola, poi per esigenze lavorative sono passata al digitale. Nel mio percorso ho sperimentato diversi linguaggi, arrivando a toccare ambiti che inizialmente sentivo lontani, come quello della moda, ai quali poi mi sono appassionata. Il nostro è un lavoro molto individualista. Sarebbe difficile per me collaborare con altri fotografi, semplicemente perché, giustamente, ognuno di noi cerca di imporre la propria visione delle cose e la propria creatività”.

Le foto dell’evento sono disponibili su http://www.flickr.com/photos/gazzettadasti/sets/72157629597887666/

Il video dell’appuntamento è visibile su http://www.youtube.com/watch?v=Aq7_vXBjMFY&list=PLF2C3A6469A59F13D&index=1&feature=plpp_video