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Tre domande a… Joe Bastianich

Joe Bastianich al Diavolo Rosso12È stato il caldo ed accogliente palco del Diavolo Rosso ad ospitare martedì sera il giurato cattivo di Masterchef, Joe Bastianich, che tra le mura della chiesa sconsacrata, in vesti di scrittore e musicista, è parso molto meno temibile dell’immaginario comune.
Oltre ad essere produttore di vini pregiati e proprietario di numerosi ristoranti in tutto il mondo, l’estroso e temuto giudice italoamericano del programma tv di cucina ha infatti svelato la sua grande passione per la musica, davanti a ad un pubblico numerosissimo ed arrivato con grande anticipo per poterlo incontrare di persona.
Dopo la “Salumeria della musica” di Milano, il Diavolo è stato scelto come unica data piemontese del suo nuovo spettacolo “The Mixtape”, durante il quale Bastianich si è raccontato attraverso note e parole, giocando sul filo dell’improvvisazione alla scoperta dei lati più nascosti del suo carattere, accompagnato dall’amico compositore Mike Seay, dal talentuoso pianista pugliese Roberto Esposito e dal trio Les Babettes.

Alla base, comunque, c’è il racconto del suo rapporto con l’Italia. Una storia d’amore non immediata e non facile, che si è sviluppata nel corso degli anni grazie anche a un viaggio on the road per il Bel Paese, dopo aver deciso di interrompere la carriera da bond trader di una grande banca di investimenti a New York.
Dimostrando grande disponibilità, l’artista dei fornelli e della musica si è intrattenuto anche prima dell’inizio dello spettacolo col pubblico presente al Diavolo. E quando un personaggio così eclettico e noto al piccolo schermo, con dei grandi occhioni blu, munito di cappello e occhiali alla Mario Biondi, con l’accento americano, ti prende per mano e ti porta al bancone per offrirti una birra, tu non puoi che approfittare dell’occasione per fare due chiacchiere.
Joe, la tua esperienza come giudice è reale? Sei davvero cattivissimo come appari in tv?
Nel programma gestisco semplicemente i concorrenti come gestisco il personale nella vita reale. Sono un imprenditore, anche se non sono così snob come appaio a volte. Comunque, non sono né cattivo né cinico, se lo fossi non mi arrabbierei così tanto perché ciò che faccio non mi starebbe a cuore.
Hai mai conquistato una donna con un piatto?
Amo cucinare, ma purtroppo nella vita ho troppi cuochi intorno per farlo. In ogni caso mi è sempre stato più facile conquistare con la musica, passione nata ancora prima di quella per il cibo. Sono cresciuto con Neil Young, e con lui non si sbaglia mai. È così che ho conquistato mia moglie, con la quale ho tre figli di 14, 15 e 18 anni.
Ormai ti senti più a casa a Milano o a New York?
Vivo a Milano più o meno 4 mesi l’anno, per girare Masterchef, che è ricominciato questo giovedì. Corro a Milano, vado in bici a Milano, suono la mia fedele chitarra a Milano, conosco la pioggia di Milano e i buchi delle sue strade. Ma il mio cuore rimane a New York, quella vera, degli anni settanta, che non è nella Manhattan dei turisti, ma a Brooklyn, nel Bronx, nel Queens dove vivono i taxisti e dove ogni anno io corro la maratona.
Elena Fassio