E’ un disturbo diffuso, ma troppo spesso non riconosciuto, complici i sintomi che possono far pensare a cause sbagliate: il dolore toracico che induce, per esempio, è del tutto simile a quello cardiaco, per cui può capitare che chi ne soffre arrivi in Pronto Soccorso con il timore che si tratti di infarto.
Il reflusso gastroesofageo è una malattia cronica, che colpisce sia i bambini che gli adulti, in forte ascesa anche tra gli astigiani: “Rispetto agli ultimi dieci anni, è tra le patologie più frequenti, e in aumento, di cui ci occupiamo” conferma la dottoressa Edda Battaglia, responsabile dell’Ambulatorio di fisiopatologia e manometria dell’apparato digerente interno alla Gastroenterologia. Nel 2010, il 20 per cento circa dei pazienti che si sono presentati in questa struttura hanno rivelato problemi da reflusso gastroesofageo. Quest’ultimo è causato dalla sensazione di liquido acido, o non acido, che risale dallo stomaco nell’esofago, talora sino in gola.
Il reflusso si manifesta più soventemente con il bruciore di stomaco e il rigurgito, mentre altri sintomi come la tosse o raucedine, l’insonnia, l’erosione dentale possono trarre in inganno e portare a diagnosi errate. Per questo è molto importante saper riconoscere la malattia.
Il Cardinal Massaia si distingue, nel panorama regionale, per essere l’unico ospedale ad assicurare un particolare esame per la diagnosi del reflusso (pHmetria wireless Bravo, senza sondino) ottimamente tollerato anche dai bambini: il 30 per cento degli utenti cui vi si sottopongono arriva da altre Asl del Piemonte, dalla Lombardia e Valle d’Aosta. Duecentoventi le Phmetrie wireless Bravo svolte negli ultimi quattro anni, da quando è stata introdotta questa nuova metodica.
“L’esame – spiega Mario Grassini, primario di Gastroenterologia – consente di misurare l’acidità esofagea per 48 ore (invece delle 24 tradizionali dei vecchi pHmetri utilizzati in altre strutture) con una capsula posizionata all’interno dell’esofago ed espulsa successivamente attraverso le feci. L’accertamento, rispetto ad altri sistemi che usano sondini naso-gastrici, crea un fastidio minimo al paziente e assicura un’ottima accuratezza diagnostica”.
“Essendo cronica – aggiunge la dottoressa Battaglia – questa patologia è trattata con i farmaci nella maggior parte dei casi o, in circostanze selezionate, con la chirurgia (plastica antireflusso). Ma un aiuto importante viene anche praticando stili di vita corretti: per esempio tenendo sotto controllo il peso, curando l’alimentazione ed eliminando il fumo”.