La nuova musica astigiana continua a farsi conoscere e apprezzare, anche a livello nazionale. È il caso di Marco Notari, che in questi giorni pubblica il suo terzo album “Io?” per Libellula Music/Audioglobe. Una bella prova di maturità per il cantautore astigiano, che confeziona un disco originale e godibile, nel quale si sono presenti sia ricerca sonora che una scrittura interessante. Una raccolta di brani solidi come “Io?” “La terra senza l’uomo” e “Le stelle ci cambieranno la pelle” che fin dal primo ascolto danno l’impressione che qualcosa è cambiato in casa Notari.
“In questo periodo della mia vita vari eventi mi hanno portato a riflettere su cosa vuol dire essere oggi una persona – spiega Marco – a partire dalla mia natura mortale fino ad arrivare al mio ruolo nel mondo in cui vivo. Cosi è nato questo disco, che per quanto mi riguarda è un semplice atto d’amore verso le persone a cui voglio bene e le cose a cui tengo di più, destinate a passare come tutto, nel tentativo di fermarle per sempre qui”.
Il tuo nuovo tour ha avuto inizio a Berlino. Come è stata questa esperienza?
Decisamente divertente. Berlino è una città stupenda e trovarsi a suonare all’interno del Berlin Music Week è stata un’esperienza straordinaria. La città era invasa da artisti provenienti da ogni parte del mondo e la fiera del PopKomm si teneva all’interno del vecchio aeroporto nazista di Tempelhof, un esempio davvero intelligente di come gli spazi in disuso possano essere riadattati per eventi culturali. Il pubblico tedesco è stato davvero molto attento e partecipe, cosa che sinceramente non mi aspettavo visto che la mia proposta musicale è in italiano e per di più nessuno mi conosce in Germania.
Quali emozioni provi a fare uscire questo nuovo disco e cosa c’è di diverso rispetto ai precedenti?
Sono felice di pubblicarlo, è un disco decisamente personale e a cui mi sento molto legato. È un disco che ho scritto molto per me stesso, anche se ci sono brani che affrontano temi meno personali come la terribile situazione socio-politica che ci affligge oggi. Per quanto riguarda il sound credo che segni una svolta ed un punto di arrivo. Con il produttore artistico Andrea Bergesio e con i Madam (Roberto Sburlati, Luca Cognetti e Pax Caterisano) si è creata da subito un’ottima sintonia e credo che siamo riusciti nell’intento di creare un mondo sonoro molto personale. Sono diminuite le distorsioni e sono aumentati i pianoforti, i glockenspiel e le tastiere in generale. Abbiamo usato gli oggetti più svariati per creare delle parti percussive (tra cui un enorme scatolone di cartone che avevamo in sala prove) ed abbiamo inserito diversi elementi orchestrali: fiati, archi, grancassa e anche l’arpa in due brani. Anche l’elettronica è parecchio presente. Il lavoro di arrangiamento è stato decisamente corale tanto che al momento di redigere i credits abbiamo avuto diversi problemi nel ricordare chi aveva suonato cosa.
Cosa consiglieresti a un ragazzo che volesse iniziare a far musica?
Oggi poter vivere solo facendo musica è molto difficile, davvero pochi ci riescono, molti meno di quanto comunemente si creda. Per cui il primo consiglio per chi vuole davvero intraprendere una carriera del genere è quello di cercare un lavoro che gli permetta di ritagliarsi il tempo necessario da dedicare alla musica e di mettere in conto che ci vogliono diversi anni di lavoro costante per provare a ritagliarsi uno spazio in un panorama sempre più saturo di offerta e sempre meno di domanda.
Alexander Macinante
TRE DOMANDE A
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