E’ stata molto partecipata e caratterizzata da momenti di accesa discussione l’assemblea del coordinamento dei sindaci astigiani, riunitasi ieri sera, lunedì, in Municipio, su invito del sindaco di Asti Fabrizio Brignolo. La pazienza degli amministratori locali è al limite: i tagli annunciati da Stato e Regione rendono impossibile il mantenimento dei servizi a livelli dignitosi; il patto di stabilità, esteso da quest’anno anche ai comuni più piccoli renderà la vita impossibile anche alle amministrazioni di dimensioni più ridotte, con danni al tessuto economico della provincia, poiché vengono bloccati i pagamenti alle imprese. Come se non bastasse gli annunci dei tagli vengono effettuati all’improvviso, rendendo vana ogni forma di programmazione. Quest’anno la tassa rifiuti è stata anche trasformata in Tares, con ulteriori aggravi per i cittadini e i Comuni costretti a fare da esattori di balzelli supplementari per conto dello Stato; la prima rata slitterà a luglio (anziché aprile come gli anni passati), poco importa se i Comuni i servizi di spazzamento, raccolta e smaltimento devono pagarli a partire da gennaio: secondo il legislatore dovranno arrangiarsi, non si sa come. Il quadro, insomma è tale da scoraggiare qualunque amministratore di buona volontà, anche perché al momento non vi è nessun interlocutore con cui relazionarsi: sono infatti in vigore norme “impossibili” varate dal Governo e dal Parlamento appena sostituito e non c’è ancora un Governo con cui avviare un confronto (e in ogni caso dal dibattito che si apprende dai giornali, non pare che il tema degli enti locali e dei servizi ai cittadini rientri tra quelli oggetto di programmi di governo). Numerose le proposte: da quelle più radicali, quali le dimissioni di tutti i Sindaci, a forme intermedie, quali un’azione incisiva all’interno dell’Anci e verso i rappresentanti istituzionali dello Stato (Prefettura e parlamentari locali), l’idea di disertare la manifestazione del 2 giugno o consegnare fasce e chiavi delle Città e dei Comuni. Nei prossimi giorni si delineeranno le azioni concrete, quel che è certo è che vi sarà un crescendo di iniziative perché ormai la sopportazione è al livello di guardia: è infatti impossibile lavorare in un contesto normativo che pone solo vincoli e responsabilità personali degli amministratori, senza attribuzione dei poteri e delle risorse per far fronte ai propri doveri istituzionali. Hanno partecipato all’assemblea anche il Commissario della Provincia di Asti, Alberto Ardia, che ha confermato che analoghe criticità riguardano l’Ente provinciale e il Presidente della Camera di commercio Mario Sacco, che ha evidenziato che il venir meno della funzionalità ed efficienza delle amministrazioni locali mette a repentaglio un sistema economico già fortemente messo a dura prova dalla crisi. Nei prossimi giorni è prevista una azione nei confronti degli altri comuni della Regione e verso il Presidente dell’Anci Regionale Fassino, per sollecitare un’iniziativa comune di rottura, idonea a sensibilizzare cittadini e livelli superiori di governo. A livello locale la richiesta di incontro con i rappresentanti dello Stato e lo studio di iniziative forti di protesta. All’incontro hanno partecipato tra gli altri i rappresentanti di Castelnuovo Belbo, Montegrosso, Castellero, Monale, Villafranca, Cisterna, Castell’Alfero, Passerano Marmorito, Roatto, Mombercelli, Isola d’Asti, Vinchio, Calliano, Azzano, Castagnole Lanze, Calamandrana,, Montechiaro, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Refrancore, Piovà Massaia, Villa San Secondo, Portacomaro, San Damiano, Castello di Annone, Valfenera, Canelli, Mongardino, Montabone, Calliano, Castagnole Monferrato, Baldichieri, Viarigi, Cortandone, Cerro Tanaro, Villanova, Nizza Monferrato, Albugnano, Quaranti.
Affollata assemblea dei sindaci dell’Astigiano: pazienza al limite
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