Non si arresta la crescita esponenziale di “Aspettando Asti Fest”. Alla seconda uscita ufficiale la neo-manifestazione, dedicata ai temi dell’urbanistica e della pianificazione urbana, ha richiamato una grande fetta della popolazione astigiana, bissando e migliorando i numeri fatti registrare durante la già ottima inaugurazione di mercoledì scorso. In occasione del secondo incontro di discussione con la cittadinanza, organizzato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Asti, col patrocinio del Comune di Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Consiglio Nazionale Architetti, Federazione Interregionale Architetti Piemonte e Valle d’Aosta, infatti, sono stati numerosi gli astigiani che non hanno voluto mancare per esprimere una personalissima opinione sul tema chiave dell’appuntamento: “I contenitori”. Anche la seconda serata è stata una sorta di preludio ed anticipazione di ciò che avverrà durante i tre giorni di fine settembre, che si terranno presso il Teatro Alfieri di Asti e rappresenteranno il Festival vero e proprio, momento d’approfondimento su diversi casi-studio, dalla mattinata al tardo pomeriggio dal 27 al 29 settembre, grazie anche all’intervento di delegazioni estere e provenienti da altre parti d’Italia, che giungeranno ad Asti per discutere e far conoscere agli Enti astigiani deputati alla pianificazione edilizia ed urbanistica, ma anche alla popolazione tutta, realtà italiane ed europee (di dimensioni confrontabili con Asti ed il suo territorio) che siano state in grado di realizzare interventi particolarmente significativi in termini di qualità architettonica, miglioramento delle condizioni sociali della popolazione e della sostenibilità economica ed ambientale. Il caso-studio analizzato durante la seconda serata in programma ha focalizzato l’attenzione su grandi edifici dismessi della nostra città come: l’ex Ospedale civico, l’ex Maternità di Via Corridoni, gli ex uffici A.S.L. di Via Orfanotrofio e l’ex stabilimento Way-Assauto. I luoghi interessati dall’analisi hanno suscitato tra i presenti accesi dibatti e considerazioni utili agli Enti astigiani deputati alla pianificazione edilizia ed urbanistica. L’evento moderato dall’Arch. Luca Gibello, caporedattore de “Il Giornale dell’Architettura”, dal Prof. Piergiorgio Tosoni e dalla Prof.ssa Anna Marotta, entrambi docenti del Politecnico di Torino, è stato animato da video-interviste proiettate sul grande maxi-schermo installato all’interno della suggestiva cornice del cortile di Palazzo Gazzelli, che ha trasmesso le sensazioni di: Arch. Giovanni Bo, Arch. Angelo Demarchis, Arch. Luciano Bosia, Prof. Ottavio Coffano, Sig. Palazzetti, Sig. Carlo Sottile ed alcuni occupanti dell’immobile ex ASL di via Orfanotrofio. Gli intervistati, come i presenti all’incontro, hanno rivelato emozioni e sensazioni che tali luoghi ad oggi suscitano alla vista di un astigiano, con un pensiero al futuro e quindi un’idea su come trasformare o riconvertire in maniera ottimale ed architettonicamente compatibile questi edifici. Da più parti è emersa l’idea della progettazione in collaborazione con cittadini e bambini, che hanno una realtà e visione delle costruzioni sicuramente diversa da quella che può avere invece il progettista. Elemento condiviso dai presenti e portato alla ribalta delle discussioni della serata è stato, inoltre, l’incompetenza della politica nel gestire i problemi di questi “contenitori” abbandonati, soprattutto in un momento in cui gli edifici del centro città vanno man mano svuotandosi e prevale l’idea nel costruire alla periferia di Asti, consumando suolo prima adibito ad uso agricolo. L’ultimo appuntamento con “Aspettando A.S.T.I. FEST” è fissato per mercoledì 18, alle 21, sempre presso lo storico Palazzo Gazzelli, di Via Quintino Sella, 46. La terza serata con “Aspettando A.S.T.I. Fest” sarà dedicata alla tematica della “riqualificazione di fasce fluviali ed aree verdi”, con particolare riferimento alle aree lungo fiume Tanaro e lungo torrente Borbore. Durante la stessa occasione, come consuetudine ad ingresso gratuito, sarà possibile continuare ad ammirare gli incantevoli scatti del fotografo Franco Rabino, che ha immortalato da più lati la città di Asti, in modo da porre le basi su quello che sarà il “Fondo Fotografico Astigiano”, un archivio immagini creato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Asti per documentare i cambiamenti della città nel tempo. Tutti i cittadini ed ogni curioso interessato ad ascoltare, ma soprattutto intervenire, con osservazioni o idee inerenti al tema della terza serata, è quindi invitato, dagli organizzatori della neo-manifestazione, a partecipare a questo appuntamento, in cui si andranno ad analizzare i temi della riqualificazione e dell’organizzazione urbana, con dibattiti aperti al pubblico utili per condividere le proprie opinioni sul tema della “riqualificazione di fasce fluviali ed aree verdi”, come vuole lo spirito informale di “Aspettando A.S.T.I. Fest”. Stefano Vergano
Cresce l’attesa per l’Asti Fest
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