Tre domande a… Davide Migliasso
Come si convince un giovane a restare, investire e partecipare alla vita della propria comunità? È una domanda che accomuna molti comuni italiani. A San Damiano, città con una storia lunga oltre 750 anni, l’amministrazione guidata da Davide Migliasso ha scelto di rispondere puntando su spazi di aggregazione, associazionismo e coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.
Un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, mira a rendere il territorio sempre più attrattivo per chi decide di viverlo e costruirvi il proprio futuro. In questa intervista il sindaco sandamianese ripercorre i progetti avviati negli ultimi anni e quelli ancora in cantiere, spiegando come la “linfa giovane” possa contribuire a ridisegnare il futuro della comunità.
Lei guida una Giunta piuttosto giovane. In che modo questa “freschezza” anagrafica sta cambiando il modo di amministrare San Damiano?
“Quando sono diventato sindaco sette anni fa avevo meno di 40 anni e la mia priorità è stata circondarmi di persone che avessero non solo e non tanto un’età giovane, ma soprattutto idee giovanili e innovative. Oggi siamo una squadra di 13 persone estremamente operative: ognuno ha le proprie deleghe e lavora con passione. Questo approccio ci permette di guardare alle necessità della società moderna con una visione strategica a medio-lungo termine. Abbiamo voluto ribaltare San Damiano come un calzino, passando da una gestione di ordinaria amministrazione a una realtà brillante e dinamica. Questo entusiasmo è contagioso: se chi amministra dà il buon esempio e crea stimoli, i cittadini e i giovani ti seguono”.
Quali sono gli spazi concreti che avete creato perché i ragazzi si sentano protagonisti e non solo residenti?
“Bisogna che i giovani si sentano al centro dell’attenzione con progetti tangibili. Da sei mesi abbiamo inaugurato lo Spazio Giovani in via Garibaldi: è un luogo gestito da educatori pagati dal Comune, aperto attualmente tre sere a settimana, dove ragazzi dalle medie in su possono trovarsi per socializzare, studiare o giocare. È un progetto di ‘educativa di strada’ per toglierli dall’isolamento dei cellulari e dal bivacco nelle piazze. Inoltre, abbiamo investito molto sulle aree sportive gratuite come quella in piazza 4 Novembre con skate park, calcio e basket, che è diventata un punto di aggregazione fondamentale”.
Parlando di attivismo, le associazioni locali e le pro loco stanno vivendo un ricambio generazionale?
“Sì. Nelle nostre pro loco, sia quella del concentrico sia quelle delle frazioni più grandi, stiamo vedendo un cambio generazionale significativo. I giovani si affiancano ai veterani portando vivacità. Ma penso anche agli scout, al comitato Palio con gli sbandieratori, alla banda municipale e alle numerose società sportive. Recentemente abbiamo introdotto anche discipline particolari come la ginnastica militare. E poi parrocchie, oratori aperti nel weekend e volontariato che lavorano in sinergia per far dire a un giovane: ‘Vado a conoscere, ci provo, mi butto’. La vera forza di San Damiano è questa rete”.
C’è un progetto che le sta particolarmente a cuore per il futuro: la Consulta dei Giovani. A che punto siamo?
“È un obiettivo che voglio realizzare entro la fine del mandato nel 2029. Inizialmente pensavamo a un Consiglio Comunale dei Ragazzi ma poi abbiamo pensato di puntare su una Consulta dei Giovani a partecipazione volontaria: un organo che aggreghi ragazzi desiderosi di proporre all’amministrazione progetti e idee innovative per il territorio, collaborando direttamente con il Comune”.
L’intervista e altri approfondimenti sul tema sulla Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 3 luglio 2026
Cristiana Luongo