“Parliamo un po’ di Provincie. Oggi come non mai sul nostro territorio è argomento all’ordine del giorno. Il perché è molto semplice: a causa della stagione invernale e delle particolari condizioni atmosferiche che nelle ultime settimane insistono sui nostri territori si sta’ verificando quello che Noi conosciamo molto bene, i movimenti franosi e le dirette conseguenze sulla viabilità provinciale. Non voglio usare l’argomento per aprire l’ennesima discussione sulla tutela del territorio e su quanti errori sono stati fatti per evitare questi eventi. Sono state spese oceani di parole fatte da esperti che molto più di me conoscono il fenomeno naturale. Certamente c’è poco da spigare ad un Sindaco che quotidianamente monitora il proprio territorio e che resta in prima linea a fronteggiare gli eventi. Voglio, invece, sollevare la discussione per affrontare quello che oggi purtroppo troppa gente (e spesso senza neanche troppe competenze) argomenta come la soluzione dei tanti mali italici e cioè la riforma delle Provincie. Per chi non ne fosse al corrente l’ente preposto al controllo e alla manutenzione di circa il 90% della rete stradale nella nostra Provincia è appunto quello che oggi si ritiene di trasformare. Chi volesse potrebbe farsi un giro per le nostre bellissime colline, si accorgerebbe che la situazione attuale sulla viabilità sta’ vivendo una fase di estrema criticità. Quasi quotidianamente si verificano movimenti franosi che alcune volte compromettono la viabilità ma molto più spesso la interrompono totalmente con la conseguenza di creare situazioni che aggravano le condizioni di sicurezza. Adesso ricordiamoci che l’Ente Provincia è l’erogante del Servizio viabilità. Fino ad oggi la riforma che si intende adottare è sempre partita da un ragionamento sul costo e su come ridurlo. Ci è sempre stato detto che cambiare gli Enti in questione servirà a limitare i costi della struttura pubblica e ad eliminarne gli sprechi. Bene tutto lodevole e necessario ma non con la stessa enfasi è mai stato chiarito chi e come si assumerà l’onere di dare continuità ai servizi fino ad ora erogati. Anzi nessuno ha mai affrontato con chiarezza come saranno trasferite o riorganizzate le competenze che, come nel caso che stiamo affrontando, sono assegnate alla Provincia. Qualcuno ha provato ad ipotizzare un trasferimento di competenza ai Comuni, personalmente lo ritengo irrealizzabile vuoi per le sempre più scarse risorse messe a disposizione, vuoi per il momento di estrema difficoltà dovuta alle profonde riforme che i Comuni stanno vivendo. Altri sostengono di riallocarle alla Regione, possibile ma valuto l’accentramento regionale di questi servizi come un allontanamento dai territori cosa che sarebbe controproducente per le capacità di conoscenza e valutazione locale. Volendo si potrebbe credere che l’Ente di secondo livello pensato come nuovo status provinciale manterrà tutte le competenze oggi presenti, certo bisognerebbe che ci fosse subito un impegno certo sulle risorse necessarie, mi rimane qualche perplessità sull’autorevolezza decisionale di un ente che avrebbe la stessa struttura di un “consorzio di bacino”. Ma anche dando per buona questa soluzione i servizi se vengono mantenuti hanno un costo e il vero “taglio” (al netto dello spreco) si ha se il servizio viene ridimensionato o addirittura eliminato. Troppo prevenuto ?, può darsi, certo mi sentirei rassicurato se nel ragionamento si partisse da una considerazione chiara e non modificabile: i servizi devono essere tutelati e mantenuti, invece del risparmio a tutti i costi. Gli sprechi devono essere eliminati con i controlli e con le buone pratiche amministrative, non riformando enti che servono. Io faccio il Sindaco e ho imparato che per governare e proteggere il territorio servono strutture che funzionino e le risorse conseguenti, vogliamo tutti eliminare gli sprechi e fare risparmiare la pubblica amministrazione ma queste cose non devono andare a discapito dei servizi resi ai cittadini sia che abitino nelle città metropolitane sia che vivano in territori dove una “frana” impedisce di andare a Scuola o dal medico”. Gabutto Alessandro, sindaco Comune di Quaranti
Creare impresa con la Provincia: una tavola rotonda sul tema
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