“Il nostro sindaco non si smentisce mai. Ancora una volta questa amministrazione non cambia rotta e continua su quella intrapresa da due anni di continua vessazione dei cittadini astigiani e di incremento della pressione fiscale. Con l’introduzione della Tari il nostro sindaco avrebbe avuto due opportunità: quella di far pagare in modo puntuale i cittadini per i rifiuti che producono incentivando in tal modo una produzione più oculata di spazzatura e quella di ridurre di circa il 10 % il costo della tariffa in considerazione del fatto che non erano più dovuti 0,30 euro/mq allo stato come nel 2013 . Nessuna delle operazioni è stata portata a termine: la prima perché probabilmente non c’è la volontà politica di far pagare a tutti i cittadini in base alla effettiva quantità di rifiuti prodotti; ma non sarebbe forse più corretto responsabilizzare i contribuenti anzichè continuare a farli pagare in base a parametri di metri quadri e di persone ivi residenti? La seconda invece porta ad alcune considerazioni di più ampio respiro sul futuro della società Asp controllata al 55% dal comune di Asti: se infatti non ci sono state le riduzioni di circa un 1.700.000 euro dovute l’anno precedente per la contribuzione all0 stato di 0,30 euro/mq, è per il fatto che l’insolvenza sulla riscossione della Tarsu/Tia effettuata dalla ex municipalizzata per conto del Comune ha raggiunto livelli di insolvenza veramente da record (circa il 10%) che moltiplicata per 10 anni va a creare somme incredibili (più di 9.000.000 di euro) che il comune ha pensato bene di far ricadere totalmente nelle tasche dei contribuenti onesti che hanno sempre pagato regolarmente e che continueranno a farlo nei prossimi anni. L’Asp ha incassato regolarmente da parecchi anni una cifra dal comune di 200.000 euro/anno per il rischio insolvenza sulla riscossione ma i crediti in sofferenza sono passati dal 2% stimato al 10 % circa; lo stesso prevede il comune che avverrà dal 2014 quando il servizio di riscossione ritornerà alla gestione interna (peraltro non mi risulta che siano previsti potenziamenti all’interno degli uffici predisposti o almeno il sindaco in consiglio comunale non ha dato rassicurazioni in tal senso!) aggiungendo alle previsioni di spesa 2014 della raccolta e dello smaltimento rifiuti astigiano altri 860.000 che l’ente prevede già di insolvenza ! A questo punto ci viene da chiedersi se i cittadini onesti astigiani possono ancora permettersi di veder affidata la gestione della raccolta rifiuti ad una società per cui è stato fatto un bando per la cessione di quote (45%) quasi 15 anni fa che costa mediamente il 20 % in più di quanto la stessa società faccia pagare quando va a partecipare a gare per lo stesso servizio in altri comuni. E’ ancora il momento di alimentare una società che non fa altro che far ricadere sulle tasche della cittadinanza maggiori costi senza peraltro avere un’efficienza interna che li giustifichi anche solo parzialmente e che peraltro non ci lascia neppure una città pulita? Non sarebbe forse il caso di pensare di mettere in vendita la maggioranza di questa società di proprietà comunale, ripensando successivamente a mettere in gara i servizi ed eliminando la dicotomia che Comune e Asp sono soci e clienti allo stesso tempo senza avere rapporti (leggasi contratti di servizio) che definiscano puntualmente i ruoli di entrambi? Il sindaco ha liquidato questa mia domanda posta in consiglio comunale dicendo che la pensiamo diversamente ; ma non è proprio il presidente del Consiglio (del Suo stesso partito) a prevedere la riduzione delle ex municipalizzate da 8000 a 1000 in tre anni? I cittadini onesti astigiani riflettano”. Fabrizio Imerito
Imerito: “L’Amministrazione continua a vessare gli astigiani incrementando la pressione fiscale”
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