“Ho assistito a un consiglio comunale il cui ordine del giorno era: La Tassa sui rifiuti per il 2014 . Ho visto un arrembaggio del centro destra al 54% pubblico dell’Asp. Ci si è spostati fin dalle prime battute sul tema dei Crediti Inegisibili di Asp, evidenziando come dal 2004 al 2009 e poi dal 2009 al 2014, si sia ripetuto un ammontare di 5 millioni di euro di crediti non riscossi. Certo a un uditore che ascolta queste cifre vengono subito delle domande? Come è possibile che solo ora questa situazione sia emersa, o meglio sia emersa negli ultimi anni? Chi sono i debitori? Sono famiglie, condomini, attività commerciali?Perchè il servizio riscossione non ha funzionato? Perchè l’amministratore delegato non ha riferito prima questa stuazione, se lo ha fatto perchè solo oggi diventa così imbarazzante questo credito? Sappiamo ormai da anni che le informazioni su Asp sono spesso frammentarie, mesi fa avevamo chiesto all’assessore alla trasparenza del Comune e a Asp, maggiore trasparenza, maggiori dati, ma sembra che tutto sommato le informazioni su Asp siano sempre difficoltose per un semplice cittadino da riferire. Fatte queste doverose domande, l”atteggiamento di una parte politica del consiglio è agghiacciante, non solo non ricordano la storia dei rifiuti nell’astigiano, storia ampiamente compromessa negli anni 90, ma trascurano perfino di aver amministrato Asp, trascurano anche che l’amministratore delelegato è espressione della parte privata, che a grattare fino in fondo risulta avere come principale attore il Gruppo Gavio. E così dimenticando una cosa al giorno, parte l’arrembaggio al 54 % pubblico, come fosse quello il problema e come se privatizzando si risolvessero tutti i problemi. Abbiamo memoria delle ricette privatistiche nel nostro paese e sappiamo bene che se il pubblico ha avuto storture, la ricetta non è privatizzare, ma bensì rendere virtuoso il pubblico. Rendere virtuoso il pubblico è l’obiettivo che proprio le amministrazioni che s sono succedute hanno mancato, compresa quella parte politica che ora dipinge come doverosa la privatizzazione. Perchè nessuna proposta dai banchi del centro destra è emersa per migliorare Asp, un po’ come quei padri di famiglia che dopo aver gestito in modo approssimato il bilancio famigliare o non controllato a dovere, senza porvi rimedio decidono di vendere casa e terreni per poter in qualche modo star tranquilli. Ma è solo questa esigenza a muovere quella parte politica? Sono ancora affezionati a una politica privatistica di cui l’economia mondiale e i servizi nel nostro paese pagano le conseguenze? Quali aspettattive si nascondono dietro simili attacchi? Vi sono aspirazioni di parte dei soci privati? Perchè in fondo quando un socio si dimostra debole, il socio da migliore amico può spesso divenire il peggior nemico, è una semplice regola di mercato. Bene han fatto alcuni consiglieri: Bosia, Giargia e Pensabene a rimarcare il ruolo pubblico di Asp. Per anni la società civile della nostra città si è battuta per una ripubblicizzazione dell’Acqua e della gestione rifiuti. Il popolo italiano ha deciso che l’acqua deve essere pubblica, alcuni politici a questa indicazione proprio non si rassegnano, ma vi è un dovere morale a rendere servizi come acqua, gestione rifiuti pubblici, è l’unica aspettattiva e aspirazione in cui crediamo, perchè su questi temi non si può ed è pericoloso privatizzare, su queste tematiche il massimizzare i profitti si scontra con diritti e salvaguardia dell’ambiente. Il popolo ha già rispedito più volte al mittente aspirazioni privatistiche, ci aspettiamo una politica che tuteli i Beni Comuni, che vuol dire anche far chiarezza su inefficienze e responsabilità, ma che non mette in vendita l’acqua e la gestione dell’ambiente. Mario Malandrone
Malandrone: “Aspettattive, aspirazioni e beni comuni”
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