Tre domande a… Roberto Vercelli
“Questa banca è destinata a crescere, a restituire valore ai propri titoli e a confermarsi come il vero motore trainante del territorio”. Roberto Vercelli, già esponente del Partito Democratico in Consiglio comunale e oggi neo-componente del Cda di Banca di Asti, delinea con pragmatismo e ottimismo l’orizzonte del suo nuovo mandato.
L’ipotesi di una vendita della Banca di Asti è definitivamente tramontata?
“Non compete al Consiglio di Amministrazione deliberare su un’eventuale cessione; tale decisione spetta alla Fondazione, che detiene la maggioranza delle quote. Tuttavia, è evidente che vi siano indizi significativi che portano a escludere questa prospettiva”.
A quali segnali si riferisce nello specifico?
“Al profilo del nuovo Amministratore Delegato (Roberto Fiorini). Lo conosco bene, avendo entrambi maturato esperienze nel settore bancario in Ungheria: è un manager di altissimo livello, con una solida competenza nel comparto corporate. Una professionalità di tale calibro non viene chiamata al vertice di un istituto per gestire una liquidazione, bensì per costruire e consolidare2.
Per i non addetti ai lavori: cosa si intende esattamente per settore “corporate”?
“Si tratta della gestione e del finanziamento delle aziende. La Banca di Asti dispone di un’importante liquidità che deve essere messa a sistema proprio interagendo con il tessuto imprenditoriale locale. La crescita non si ottiene tagliando le spese, ma incrementando i ricavi e investendo nel business”.
L’intervista completa sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da giovedì 30 aprile 2026
Paolo Viarengo