Nella commissione consigliare in cui si è affrontato il Rendiconto 2013 alcuni consiglieri della minoranza di centro destra avevano richiesto di togliere dal bilancio del Comune i fondi della produttività del personale dipendente, congelati dal 2009 a seguito di una ispezione ministeriale che ne aveva contestato la legittimità. La questione è in sospeso dal 2009: i fondi sono accantonati e non distribuiti al personale, perché l’intervento della Corte dei Conti e plurimi pareri legali non sono riusciti a sciogliere l’intricata questione burocratica e, anzi, lasciano propendere per una soluzione negativa, paventandosi addirittura il rischio di una responsabilità erariale degli amministratori e dei dirigenti in caso di erogazione ai dipendenti. Nonostante le sollecitazioni in senso contrario, tuttavia, l’amministrazione ha deciso di difendere questo accantonamento (tecnicamente un “residuo passivo”) e di continuare ad approfondire le possibilità di erogazione. Questa posizione si è ulteriormente rafforzata proprio nelle ultime settimane perché una recente disposizione di legge pare aver aperto qualche spiraglio: trattasi dell’articolo 4 del decreto 16/2014, convertito in legge il 2 maggio scorso con la legge n. 68/2014. La norma in realtà ha un testo pressoché incomprensibile (e proprio per questo consente interpretazioni opposte) tanto che è intervenuta in data 12 maggio una circolare firmata addirittura da tre Ministri, Lanzetta, Madia e Padoan (rispettivamente Ministro per gli affari regionali e le autonomie; Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e Ministro dell’economia e finanze) che prevede di costituire un comitato ristretto per riscrivere le “norme” e le “direttive” sui contratti integrativi negli enti locali. Effettivamente la Conferenza Unificata straordinaria del 22 maggio 2014 ha costituito il “Comitato temporaneo di rappresentanti delle amministrazioni centrali, regionali e locali in materia di trattamento retributivo accessorio del personale delle Regioni e degli Enti locali” che affronterà il tema. Il Sindaco Brignolo ha anche scritto una lettera a Governo e Anci, per sollecitare una soluzione favorevole al personale, affermando che “gli effetti del blocco della contrattazione hanno portato negli anni ad una significativa e progressiva perdita del potere d’acquisto dei salari dei dipendenti pubblici e questo determina una comprensibile mortificazione e demotivazione del personale che andrebbe superata per poter far confluire il massimo sforzo di tutti i soggetti (amministratori, personale, dirigenti, etc.) nel conseguimento dei risultati che questo particolarmente delicato momento storico richiede”. “Per le Amministrazioni locali – ha aggiunto Brignolo nella lettera – sarebbe buona cosa poter ritornare ad impiegare le risorse accantonate al fine di valorizzare economicamente, secondo un approccio meritocratico, l’impegno del personale”. Nella medesima lettera è stata sollecitata una maggior flessibilità nell’uso degli straordinari. “I vincoli, risalenti al 2009 e quindi calibrati su realtà organizzative di quindici anni fa, non consentono di remunerare il personale che si dichiara disponibile ad effettuare attività necessarie oltre l’orario di servizio” ha scritto il Sindaco. “L’amministrazione –ha concluso il sindaco – deve quindi acquistare tali servizi all’esterno, con l’effetto perverso di spendere di più mortificando le professionalità interne”.
Una passeggiata nei due anni di amministrazione Brignolo
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