Una cartella pesante quella ricevuta da un impresario edile, di quelle che possono cambiare la vita, spingendo nel baratro della disperazione chi vive del suo lavoro e cerca di barcamenarsi in un periodo economico non certo facile per molti. Un plico ben nutrito di intimazioni di pagamento per un importo complessivo che sfiora i 600 mila euro. Una cifra astronomica da saldare a Equitalia Nord in cinque giorni. A ricevere la visita di un esattore è stato Vincenzo Tagliareni, 40 anni, titolare della ditta individuale Vml di Asti. “Il 26 settembre scorso alla porta della mia abitazione si è presentato un signore che, a nome di Equitalia, mi ha consegnato un pesante faldone – ci racconta Vincenzo -. Lascio immaginare lo sgomento quando ho spulciato i documenti: 67 cartelle distinte che mi intimavano il pagamento di somme diverse che in totale ammontano a 597.500 euro”. Oltre il danno, la beffa visto che il saldo del conto andava fatto in meno di una settimana. Difficile mantenere i nervi saldi, a torto o a ragione, di fronte a un simile salasso. Per di più dalle notifiche, scritte come spesso capita in burocratese, risulta difficile capire quali siano le carenze pregresse, cosa insomma l’impresario non abbia pagato nel corso degli ultimi 14 anni, visto che alcuni documenti fanno riferimento a cartelle esattoriali non saldate del 2000. Che fare, superata la disperazione iniziale e un inevitabile senso di sgomento? “Fortunatamente sono riuscito a non perdere la testa – continua Vincenzo -. Sicuro di non aver accumulato un simile debito, mi sono immediatamente rivolto al giudice di pace”. Udienza fissata per il 24 novembre e sospensione temporanea del pagamento. Ma come la legge prevede, per fare ricorso l’impresario è stato costretto a sborsare anche 237 euro di contributo unificato e 27 euro di diritti di cancelleria. Tagliareni vuole vederci chiaro e nella richiesta di ricorso fa riferimento non solo alle modalità della notifica, ma anche agli elevati tassi di interesse chiesti da Equitalia. “Riconosco le mie colpe – ci confessa Vincenzo -. Nel corso degli anni ho accantonato alcune cartelle esattoriali sia per impossibilità economiche sia per superficialità , ma certamente non ho accumulato un debito come quello che mi è stato contestato”. Da Equitalia Nord, invece arriva una versione dei fatti ben distante da quella dell’impresario. I responsabili si sono detti disponibile ad analizzare la situazione specifica del nostro lettore, spiegando anche i meccanismi di funzionamento delle esazioni; dopo gli accertamenti hanno asserito che già dal 2000 l’agenzia aveva provveduto non solo a inviare notifiche di pagamento ma anche solleciti e una serie di altri incartamenti per riuscire ad ottenere il credito dovuto. Dopo gli accertamenti specifici nessun errore quindi è stato riscontrato da Equitalia nelle intimazioni di pagamento. Per l’agenzia si tratta di debito regolarmente notificato, mai contestato, mai pagato, mai rateizzato. “E’ doveroso che Equitalia proceda ad attività di recupero”, ci spiegano. L’articolo completo sulla Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 17 ottobre 2014.
“Equitalia mi chiede 600 mila euro da pagare in cinque giorni”
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