Presentazione affollata, sabato alla Casa del Teatro, per “Il senso dell’acqua”, il libro di Laura Nosenzo proposto nell’ambito della rassegna “Un capogiro d’acqua”. L’autrice ha conversato con Gianfranco Miroglio, soffermandosi sulle trenta storie di astigiani a contatto con l’acqua che compongono il volume. Tra il pubblico, divertito o commosso secondo gli episodi riassunti, molti dei protagonisti. Curiosità per gli incipit di alcuni racconti letti da Maria Bagnadentro e Mario Renosio. Il libro, edito da Araba Fenice e realizzato con il patrocinio del Comune di Asti (Assessorato all’Ambiente), Aree Protette Astigiane, Fratelli Saclà spa, a partire dalle prossime settimane sarà presentato nei luoghi in cui sono state raccolte le storie. Intanto “Un capogiro d’acqua” proseguirà questa settimana con due appuntamenti: giovedì 30 ottobre a Canelli (“Valle Belbo vent’anni dopo”, ricordo dell’alluvione del 5 e 6 novembre) e venerdì 31 a Cerro Tanaro (“I volti del 1994”, mostra fotografica e serata di testimonianze). Il 30 ottobre a Canelli “Valle Belbo vent’anni dopo”: immagini inedite dell’alluvione- in un video per riflettere su cosa è cambiato e quel che resta da fare . “Valle Belbo vent’anni dopo” è il titolo dell’incontro che le associazioni Valle Belbo Pulita, Memoria Viva e Nuovo Cinema Canelli proporranno giovedì 30 ottobre, al Teatro Balbo di Canelli, con il patrocinio del Comune e il sostegno della Banca d’Alba. L’appuntamento, condotto dalla giornalista Enrica Cerrato, rientra nella rassegna “Un capogiro d’acqua” ideata da Associazione culturale Comunica e Israt per approfondire il vissuto di uomini e territori a vent’anni dall’alluvione. Momento centrale della serata, fissata per le 21 con ingresso libero, saranno le riprese video inedite che, partendo da Ponte Belbo nel comune di Bosia, toccheranno Rocchetta, Cossano, Santo Stefano per concludersi a Canelli. Le immagini sono state girate il 5 e 6 novembre 1994. Per rendere la visione cronologica della piena, alle riprese filmate si alternano le fotografie del libro di Gigi Chiola “Acqua alla gola” (1994, Editrice Centro Stampa). Anche le foto sono state realizzate tra il 5 e il 6 novembre e portano la firma di Franco Grasso (“l’Obbiettivo” di Canelli), Renato Olivieri (Canelli), Lidia Diotti (Santo Stefano): tutti le hanno fornite gratuitamente a Valle Belbo Pulita, a perenne ricordo di quanto accadde vent’anni fa. Il lavoro di selezione delle immagini è stato curato dal presidente dell’associazione, Gian Carlo Scarrone, che sottolinea: “Il Belbo, rapinato dall’insensatezza di noi valligiani di tutte le sue aree golenali naturali sia a monte che a valle, privato dei suoi sinuosi meandri, è ora costretto dai nostri comportamenti egoistici a scorrere sempre più veloce e rovinoso in caso di forti piene. Siamo ancora in tempo per diventare virtuosi?”. Secondo il presidente di Valle Belbo Pulita “con i nostri comportamenti finora tenuti, siamo corresponsabili dei cambiamenti climatici in atto. Il messaggio che vogliamo lanciare come associazione di cultura ambientale a tutta la Valle Belbo, ai cittadini, ma in particolare modo ai rappresentanti eletti, è che occorre immediatamente prendere atto delle gravi responsabilità ambientali commesse e immediatamente cambiare il nostro modo di essere e di pensare, modificando il modo di rapportarci al Belbo”. Il video ha una colonna sonora, realizzata dall’Associazione Zoltan Kodaly con l’Ensemble FlautAT. Gli allievi del corso di flauto (Lorenzo Abbà, Elena Biscione, Sol Birello, Eleonora Tibaldi, Valentina Tocco) sotto la direzione di Simona Scarrone apriranno la serata eseguendo alcuni brani inclusi nel filmato. Nel frattempo, sempre per iniziativa di Valle Belbo Pulita, Memoria Viva e Nuovo Cinema Canelli, le vetrine canellesi espongono fotografie dei giorni dell’emergenza. Fino all’11 novembre una trentina di negozi della zona colpita dalla piena proporranno immagini sui danni dell’esondazione e sulla rinascita dal fango. Il 31 ottobre a Cerro Tanaro “I volti del 1994”: immagini fotografiche e testimonianze per raccontare il vissuto delle persone e del territorio a vent’anni dalla piena. Dopo Castello di Annone, “I volti del 1994”, arriva a Cerro Tanaro. La mostra raccoglie cinquanta scatti tratti dall’archivio de La Stampa di Asti e integrati da fotografie fatte durante la piena, su balconi o sistemazioni di fortuna, dagli stessi abitanti. I cerresi potranno riconoscersi nelle immagini e raccontarsi subito dopo: all’inaugurazione della mostra, fissata per venerdì 31 ottobre alle 21 nel Salone della Confraternita, seguirà infatti la serata di testimonianze ospitata alle 21,30 nella Sala Consiliare del Municipio. Conduce Laura Nosenzo. Interverranno gli attuali amministratori, a partire dal sindaco Mauro Malaga, e quelli che gestirono il dopo alluvione, per comporre un racconto che farà anche il punto sullo stato attuale di sicurezza per la popolazione. L’esposizione raccoglie immagini scattate a Cerro, Annone e Rocchetta Tanaro. Tra quelle fatte dagli abitanti ce n’è una particolarmente significativa: un gruppo di persone sulla sponda del fiume il giorno prima della piena. Altre ritraggono cittadini ammutoliti, ai piani alti delle case, dinanzi alla vastità dell’acqua che si è presa il paese – le strade del centro trasformate in canali – o vinti sotto agli ombrelli, l’acqua alle ginocchia. Sia la mostra (che resterà aperta fino al 9 novembre) che l’incontro in Municipio sono proposti dal Comune di Cerro, insieme a Associazione culturale Comunica, Israt e Banca d’Alba, nell’ambito della rassegna “Un capogiro d’acqua”.
“Capogiro d’acqua” si ferma a Canelli (giovedì 30) e Cerro Tanaro (venerdì 31)
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