Da 9,50 € al miriagrammo fino a 10,50 . E’ stato questo il valore delle uve Barbera d’Asti Docg atte ad addivenire Superiore, per i produttori che hanno aderito al “Progetto Vino” di Coldiretti Asti. Non si tratta di una produzione di nicchia, ma di ben 255 quintali di uve, conferite alla Cantina Barbera dei Sei Castelli per ottenere 25 mila bottiglie di vino. Anche le altre tipologie di uve hanno sfondato valori considerevoli per l’annata 2013 e volumi decisamente interessanti. Il valore medio della Barbera d’Asti Docg è stata di 6,42 € al miriagrammo mentre per la Piemonte di 3,99 €. Le uve Grignolino hanno superato i 7 euro, i 6 euro le Dolcetto e, rispettivamente, 5 e 7 euro al miriagrammo le Cortese e le Chardonnay. A queste cifre, liquidate con il terzo saldo nel dicembre scorso, non erano certo abituati i produttori che hanno aderito al progetto per un totale di conferimenti pari a 6.590 quintali dislocati su circa 70 ettari di superficie. “Sembra quasi un miracolo – fanno sapere da Coldiretti – se pensiamo che molti produttori, nella vendemmia 2011 prima di aderire al progetto Coldiretti, avevano ottenuto dalle uve Barbera 30 centesimi al miriagrammo”. Come è stato possibile ottenere questi risultati? “In linea col nostro progetto di una Filiera agricola tutta italiana e Campagna Amica – rivela Roberto Cabiale, presidente provinciale Coldiretti – abbiamo cercato di trovare una via alternativa ai tradizionali canali di contrattazione dei prezzi delle uve. Con un gruppo di viticoltori associati al Consorzio Terre di Qualità aderente a “UeCoop” e presieduto da Franco Gallo ci siamo ritrovati per studiare un metodo per rivalutare il valore delle uve barbera. Nel 2011 abbiamo tenuto molti incontri in tutte le zone viticole della provincia, alla fine sono emersi 20 viticoltori che hanno deciso di saltare il passaggio dell’intermediazione delle uve e di procedere con la vinificazione associata. Praticamente – rivela Cabiale – abbiamo individuato, con il Centro Studi Vini del Piemonte coordinato da Secondo Rabbione, un protocollo di vinificazione per valorizzare l’aspetto qualitativo delle uve, abbiamo poi individuato nella Cantina “Barbera dei Sei Castelli” di Agliano Terme e nella grande professionalità del presidente Giuseppe Carbone e dell’enologo Enzo Gerbi, il vinificatore e quindi cercato lo sbocco sul mercato del vino. Il risultato è stato veramente sorprendente”. “Con la vendemmia 2013 – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – i produttori sono diventati una quarantina e oltre alla Barbera abbiamo conferito alla cantina anche Grignolino, Dolcetto, Chardonnay e Cortese. Per la vendemmia 2014, nonostante l’annata particolarmente avara dal punto di vista quantitativo, sono ulteriormente aumentati i produttori e cresciuti i quantitativi con una superficie di oltre 100 ettari di vigneto”. Si guarda dunque già al futuro con una riflessione sull’accresciuta qualità delle uve e conseguentemente dei vini. “La considerazione forse più importante – rivela Secondo Rabbione, responsabile del CSV di San Damiano – è che in tre annate siamo riusciti ad elevare notevolmente la qualità delle uve. Tutti gli indici di riferimento dei campioni prelevati ci forniscono dati molto confortanti. Pensate che in un’annata particolarmente sfavorevole come la 2014, il grado babo complessivo delle barbere conferite si è discostato appena di 0,4° rispetto all’annata 2013, passando da 19,4 a 19”. “Praticamente – rimarca Luigi Franco, responsabile economico Coldiretti Asti – ora i nostri viticoltori tendono principalmente a produrre Barbera d’Asti Docg atta a diventare Superiore, procedendo con attenti diradamenti e selezionando le uve”. E la qualità è anche quanto richiede il mercato, il vino dell’annata 2013 del progetto Coldiretti, che per altro rappresenta oltre il 10% dell’intera produzione della Cantina, è stato subito venduto tutto. Molti chiedono di avere la “Barbera Amica”, dal nome dato da un viticoltore quando ha ritirato l’assegno della vendita delle uve. Con questo nome, “Barbera Amica”, Coldiretti aveva realizzato alcune migliaia di bottiglie, anche queste andate presto esaurite, diventando ora un brand da riproporre sicuramente.
Miracolo Barbera, con il Progetto Vino Coldiretti Asti
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