Il costruendo presidio sanitario della Valle Belbo ospiterà l’hospice? Le parole del direttore generale dell’Asl di Asti, Valter Galante, hanno riacceso la speranza in tutti colori che in questi anni si sono battuti perché anche la provincia di Asti fosse dotata di un luogo idoneo all’accompagnamento a “fine-vita” dei malati terminali. Nei giorni scorsi Galante, durante un incontro promosso dal Lions Club Nizza e Canelli, è tornato sull’argomento ribadendo che l’hospice sarebbe un servizio molto utile per il territorio. Il fatto che la possibile scelta ricada su Nizza nasce come conseguenza della riforma della rete ospedaliera messa in atto dalla Regione: il cantiere di quello che un tempo era definito il nuovo ospedale della Valle Belbo, in regione Boidi, oggi è più propriamente da intendersi come un presidio sanitario che raccoglierà un bacino d’utenza limitato e senza i necessari servizi per assurgere al rango di ospedale in senso proprio. L’hospice potrebbe essere la definitiva schiarita sul futuro della struttura, che in molti temono possa essere mai terminata (sebbene l’assessore regionale Saitta, in visita ad Asti lo scorso 12 gennaio, abbia confermato l’intenzione di portare a termine i lavori). L’idea, stando a quanto riferito da Galante, piace alla Regione e risponde a logiche di contenimento della spesa sanitaria: i 347 milioni destinati per il 2015 dal fondo regionale all’Asl di Asti impongono la massima attenzione per evitare sprechi e garantire il mantenimento dei servizi, in attesa che la ripresa economica porti nuovi a nuovi investimenti. HOSPICE AD ASTI: DIECI ANNI FRA URGENZA E SPERANZE DISATTESE Il Piemonte, come riportato sul sito del Ministero della Salute, conta 12 strutture hospice distribuite tra le province di Alessandria (una a Casale Monferrato), Biella (una nel capoluogo provinciale) Cuneo (una a Busca), Novara (una a Galliate), Torino (sei, tre nel capoluogo provinciale e una a Salerano Canavese, Orbassano e Lanzo Torinese), Verbano-Cusio-Ossola (una a Verbania) e Vercelli (una a Gattinara). E’ dal 2006 che si parla dell’esigenza di realizzare la struttura anche nella provincia di Asti: l’impegno venne sottoscritto con un protocollo d’intesa che vide coinvolti ASL AT, Comune, Provincia, Sindacati e la Casa di Riposo “Città di Asti”, ai tempi candidata per ospitare la struttura per malati terminali. Successivamente le preferenze si spostarono sull’Oasi dell’Immacolata in quanto più vicina all’Ospedale ma il risultato fu sempre lo stesso: nulla di fatto. Nel frattempo, dal 2009, l’Azienda sanitaria ha costituito un gruppo per le cure palliative operante sia in ospedale che sul territorio grazie al contributo di vari soggetti tra cui l’associazione “Con Te” e “La Via del Cuore”, che ha in programma la costruzione di una struttura in bio architettura (una bozza del progetto è disponibile sul sito http://www.laviadelcuore.at.it/). Nel 2011 la Provincia di Asti, pur ribadendo l’interesse a perseguire la realizzazione dell’hospice, dichiarò di non essere in grado di prendere accordi formali in mancanza di un piano finanziario dettagliato per l’acquisizione, la ristrutturazione e la gestione operativa dell’iniziativa. Un nuovo tentativo si ebbe nel giugno 2013 quando la Casa di Riposo “Città di Asti” venne nuovamente designata come capofila del progetto “letti di prossimità”, postazioni in cui volontari formati ad hoc avrebbero affiancato l’equipe medica specializzata in cure palliative. La proposta giunse dal presidente della Lilt astigiana, l’oncologo Claudio Lanfranco, che già nel 2010 raccolse 679 firme per chiedere all’allora direttore generale dell’Asl AT, Luigi Robino, l’avvio del progetto hospice. L’idea di Galante di portare l’hospice nel presidio di Nizza è stata precedentemente proposta dal presidente dell’Ordine dei Medici, il dottor Claudio Lucia, e dall’Osservatorio della Sanità (cappello sotto cui collaborano 16 associazione e due comitati capaci di raccogliere oltre 35 mila firme a difese dell’Ospedale di Asti). IL COMMENTO DI MARIANGELA COTTO La battaglia per l’apertura di una “Casa del Sollievo” anche nell’Astigiano è uno degli aspetti qualificanti l’azione politica di Mariangela Cotto, assessore regionale dal 2000 al 2005 ed oggi consigliere comunale. La Cotto legge con positivo interesse la proposta di Galante e con una battuta commenta: “I politici fanno promesse all’inizio del loro mandato, i tecnici alla fine, ci auguriamo sia davvero giunto il momento per l’hospice nell’Astigiano”. Il riferimento è alla scadenza, il prossimo aprile, del mandato di Galante ai vertici dell’Azienda sanitaria astigiana salvo una possibile riconferma. “Terremo i riflettori accesi offrendo un contributo di idee per dare dignità e rispetto ai pazienti in fase terminale” conclude la Cotto, che ancora ricorda l’approvazione all’unanimità in Consiglio Provinciale, nel febbraio 2011, di un ordine del giorno presentato dalla sua lista “Noi per Asti” che faceva proprie le richieste della Lega tumori ma restò, nei fatti, una mera dichiarazione d’intenti. Fabio Ruffinengo
L’Hospice all’ospedale della Valle Belbo?
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