“Ormai quotidianamente sui giornali locali si leggono notizie di furti nelle abitazioni (a volte molto violente come nel caso dell’uomo aggredito a Viatosto e delle donne aggredite nella propria abitazione a Valgera), spaccate notturne nei negozi di Asti e persino spari contro le vetrine di negozi commerciali in pieno centro cittadino (che tanto fanno pensare a intimidazioni malavitose). Asti è la seconda città in Italia per furti nelle abitazioni nel 2014 (l’anno precedente, ahimè, deteneva persino il primato) e questo non fa che confermare il senso di insicurezza che si percepisce nelle nostre strade: il numero di furti è sì diminuito, ma per una città di “provincia” come Asti, con una sua storia di città e territorio tranquillo, quella posizione è comunque inaccettabile. Le misure attuate dall’amministrazione comunale quali l’installazione di nuove telecamere e l’adozione dell’applicazione per smartphone “Apriamo gli occhi”, non sono che “cure palliative”, in quanto pur essendo d’aiuto per identificare gli autori dei crimini, non sono strumenti in grado di prevenirli. Il problema può essere risolto unicamente con una forte volontà politica da parte di tutte le istituzioni (Governo ed enti locali). Questo dovrebbe essere facilitato dal monocolore che contraddistingue i governi locale, regionale e nazionale; purtroppo però, le decisioni politiche prese negli ultimi anni dicono altro e i risultati sul territorio sono quelli davanti ai nostri occhi. I vari svuota-carceri e decreti di depenalizzazione dei reati fatti dai governi di centrosinistra negli ultimi quattro anni, non hanno fatto altro che far degenerare una situazione già resa esplosiva dalla crisi economica e dall’alto tasso di disoccupazione e dati alla mano, non si può che constatare che dal punto di vista della sicurezza sul territorio, questi provvedimenti sono stati un totale fallimento. Con buona pace di chi sbandiera come una vittoria il fatto che la popolazione carceraria è diminuita, ma dimenticandosi sempre di dire che questo è avvenuto a discapito della nostra sicurezza. Senza contare che l’unica persona che potrebbe fare fattivamente qualcosa, ovvero il Ministro degli Interni Angelino Alfano, sembra più interessato a distribuire presunti profughi sul territorio piuttosto che garantire la sicurezza dei cittadini dimostrandosi, ancora una volta, l’uomo sbagliato al posto sbagliato. Se il tutto lo “condiamo” con i continui tagli alle Forze dell’Ordine (mi viene da chiedere se non ci fosse la crisi del terrorismo islamico, che fine avrebbe fatto la nostra Prefettura?! Ed è inutile che i politici-politicanti vendano il tutto come se fosse merito loro, perché così non è), il quadro non può che essere negativo. Quale prospettiva si può dare ai cittadini? Quale fiducia può avere una persona disposta ad investire aprendo una propria attività, se giornalmente può trovarsi con negozi distrutti, merci e incassi, frutto di lavoro e sacrifici, rubati, o peggio ancora un’arma puntata e malmenata per farseli consegnare? Risulta difficile capire se le amministrazioni locali di ogni livello (tutte in mano al PD) parlino con il Governo (sempre del PD) ed i rispettivi parlamentari per portarli a conoscenza ed avere soluzioni agli enormi problemi della nostra città e del territorio astigiano in generale, oppure se lo fanno e non vengono considerati, come successo per la ripartizione dei nuovi agenti del 193° corso della Polizia di Stato che ha visto, ancora una volta, la nostra città dimenticata dai piani alti (nonostante tutte le rassicurazioni avvenute nel 2015 a seguito dell’escalation di criminalità verificatasi).” Davide Sky Scaiola, segretario della Lega Nord Asti
Scaiola (Lega Nord): “Ad Asti si percepisce un senso di insicurezza permanente”
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