“Abbiamo letto e appreso da giornali e TV locali e nazionali dei medici e dell’infermiera dell’Ospedale Cardinal Massaia arrestati perché indiziati di diversi reati. Ci sorgono spontanee alcune considerazioni. Prima di tutto, in generale, la soddisfazione per essere stato posto fine a comportamenti ed azioni di danno per la collettività: ci dispiace per i colleghi e per le altre persone coinvolte ma se, alla fine dell’iter giudiziario, saranno riconosciuti colpevoli dei reati loro ascritti, è giusto che paghino. Se e quando verranno riconosciuti colpevoli, appunto: la condanna preventiva non è ammissibile neppure a fronte di documentazione almeno apparentemente dirimente, in assenza di controdeduzioni degli interessati. Anche perché, purtroppo, condanna preventiva significa pena preventiva, e questa non potrà mai più essere rimossa, in nessun caso. Ciò che francamente ci lascia perplessi è il clamore che ha finito per assumere la vicenda a livello nazionale: certamente un reato è un reato, grande o piccolo che sia, e non merita nessuna comprensione, nessun dubbio su questo; ma siamo sicuri che l’entità di questo meritasse tanto clamore in tutta Italia? Parliamo del clamore e della risonanza per il caso, ribadisco, senza assolutamente entrare nel merito. Come mai è esploso su tutti i giornali e nelle TV d’Italia? Certamente si è tenuti a svolgere in ogni caso la parte che la legge ci assegna, ci mancherebbe altro, e non si può neppure pensare di fare diversamente; è un vero peccato però che, nel corso di questi mesi di indagine, non sia stato possibile fare in modo che i comportamenti illegali si rivelassero “antieconomici” ed abortissero così, più o meno spontaneamente. Evidentemente non è stato possibile, e purtroppo la sovraesposizione del caso non giova alla sanità astigiana, già in fase di ridimensionamento ed avviata ad un futuro che solo un daltonico o un inguaribile ottimista potrebbe intravedere roseo. Non giova alla sanità astigiana tutta perché, di fronte all’opinione pubblica italiana e ai suoi giudizi frettolosi e sommari, questo caso è finito accomunato a tanti altri esempi di malcostume generalizzato e pesante, responsabili di danni di magari decine di milioni, e così in modo analogo anche la sanità astigiana è finita immeritatamente nel mucchio di quelle realtà dove il malaffare si manifesta con ben altra frequenza”. Mario Alfani, Valter Saracco, Marisa Fogliati, Raffaele Castello, Elda Feyles, Alessandro Mastinu, Ivana Vada, Raffaella Paventa, Gianmatteo Micca, Antonio La Grotta, Gianluca Rossotto, Laura Lorenzetti, Sybille Mooessinger, Marcello Pia e Forno Nadia
Interrogati i medici di otorino. Attesa per la decisione del gip sulla scarcerazione
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