“La Tavola dei Minerali di Luserna” è un libro che stupirà: racconta i molti segreti che racchiude una pietra a prima vista poco significativa per chi non la conosce.
I lettori scopriranno molti dettagli, e si affascineranno, osservando le sorprendenti fotografie di Bruno Marello, che in quindici anni di ricerca ha ritratto al microscopio 118 specie di minerali custoditi nella pietra, e leggendo la storia dello gneiss, tracciata da Massimo Umberto Tomalino con una narrazione fluente e ricca di curiosità, dati e documenti d’epoca.
I due autori presenteranno il volume sabato 9 aprile, alle 15.30, nella Galleria del Museo Paleontologico di corso Alfieri 381. Con loro converseranno Graziano Delmastro e Piero Damarco, rispettivamente direttore e paleontologo/conservatore del museo. Una testimonianza dal territorio della Valle Pellice, dove si estrae la pietra, arriverà da Tullio Parise, presidente dell’Associazione culturale Sën Gian di Luserna San Giovanni.
Nello scrigno segreto dello gneiss i lettori conosceranno, attraverso le fotografie (proiettate in Galleria) di Marello, la bellezza dei cristalli, con forme, colori e lucentezze di grande seduzione. Ma è soprattutto nelle parole di Tomalino che si comprende a fondo la paziente ricerca fatta da Marello per arrivare a comporre una collezione unica nel suo genere.
Il racconto è anzitutto la storia di una collaborazione diventata amicizia, un fatto di per sé per niente scontato dal momento che alla proposta di Marello di scrivere insieme il libro Tomalino, anni fa, oppose un fermo rifiuto, motivato dalla necessità di concentrare gli sforzi per realizzare un sogno: il Magmax (Museo Astense di Geologia, Mineralogia, Arte Mineraria, Cristallografia) aperto, lo scorso giugno, in corso Alfieri 360.
La narrazione conduce il lettore nella prima uscita mineralogica dei due autori nelle cave di Luserna e intanto descrive il paesaggio della Valle Pellice, approfondisce i metodi di estrazione della pietra (sostanzialmente uguali nel tempo), le condizioni di lavoro delle maestranze, l’utilizzo variegato che supera l’immagine dei marciapiedi e dei tetti per restituire una dignità assai più alta allo gneiss: da oggi guarderemo con occhio diverso la Mole Antonelliana o i cortili della Reggia di Venaria Reale e del Castello di Racconigi. Questa pietra, però, non è solo sinonimo di sfarzo, ma anche di memoria: compone il “Monumento-Faro” di Prarostino (Torino) in omaggio ai partigiani.
E siccome la casualità gioca un ruolo importante nei nostri percorsi personali, non stupirà sapere che, come scrive Tomalino, “le scale del palazzo seicentesco detto del Trincotto, il più antico teatro di Asti e costruito sulla pre-esistente casa-forte trecentesca collegata alla torre coeva Umberto De Regibus dove è ospitato il Magmax, sono lastre di pietra di Luserna di quasi mezzo millennio fa, intercalate a materiale recente utilizzato per la ristrutturazione”.
Proprio nel museo, nei nuovi spazi che diventeranno Biblioteca-Laboratorio, è esposta la mostra temporanea “La Tavola dei Minerali di Luserna” di cui sono curatori i due autori: il libro si propone dunque come un’invitante premessa all’esposizione (si potrà visitare con ingresso libero, fino al 15 maggio, prenotandosi al 328.1698691). Editato dal Magmax, in occasione della presentazione del 9 aprile il volume sarà messo in vendita a 20 euro anziché 25.
Accesso alla Galleria con Green Pass e mascherina Ffp2.
In un libro del Magmax segreti e curiosità della pietra di Luserna
cultura
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