Nomine Fondazione., Movimento 5 Stelle: “A questo punto serve un netto cambio di rotta”
Il Movimento 5 Stelle ha sempre mantenuto saldo il principio di separazione e non ingerenza dei partiti e della politica dalla Fondazione e dalla Banca tanto che in passato ha denunciato in tutte le sedi (Tribunale di Asti e Banca d’Italia compresa) le criticità e i rischi e le concrete incompatibilità di quello che poteva essere definito il “modello Asti” sul ruolo della banca del territorio. Modello che oggi può tranquillamente dirsi fallito.
A pochi giorni dal rinnovo del CdA torna invece impetuoso, stando alle indiscrezioni della stampa, la corsa alla lottizzazione delle poltrone e gli “inviti” gridati alla Fondazione di portare avanti una linea piuttosto che un’altra.
Appare decisamente inopportuno e sbagliato il monito dell’ex presidente della Fondazione, Sacco diretto a orientare i membri attuali della Fondazione stessa a non vendere le azioni in esubero ad altri istituti di credito (ad oggi, tra l’altro, non sarebbe stata fatta alcuna offerta).
Come altrettanto sbagliata la corsa all’accaparramento delle poltrone, se, come pubblicato, il sindaco di Asti sarebbe indicato come nuovo Presidente della Banca d’Asti in una situazione di occupazione totale del potere e di conflitto di interesse.
Si parla anche di un consigliere comunale del Pd, Roberto Vercelli, indicato come membro del CdA della Banca. Ovviamente nulla di personale, ma è chiara la implicazione politica della operazione e non pare sufficiente la presa di distanza del P.D. senza provvedimenti concreti.
E’ ora di dire basta.
A questo punto serve un netto cambio di rotta.
Per costruire un istituto come Banca di Asti a vero motore di sviluppo, è necessario un cambio di paradigma che sposti l’asse dalla gestione dei posti alla generazione di valore territoriale.
Agendo prima di tutto sui criteri di nomina nei quali la politica deve fare un passo di lato sulla scelta dei “nomi” per farne uno in avanti sulla scelta dei “profili”.
Introdurre requisiti tecnici stringenti per i membri del CDA, privilegiando competenze in innovazione finanziaria, sostenibilità e credito alle imprese rispetto alla mera fedeltà politica. Limiti ai Mandati: imporre un ricambio generazionale obbligatorio. Il potere si incrosta quando le figure rimangono le stesse per decenni.
Insomma, esattamente l’opposto di quanto sembra emergere in questi giorni.
Il M5S seguirà attentamente la vicenda Fondazione-Banca in linea con quanto fatto in passato.
Massimo Cerruti, Movimento 5 Stelle Asti