Dall’universo al Magmax: una collezione di meteoriti alla Torre Quartero
Dopo la polvere di luna, i meteoriti di miliardi di anni.
Il Magmax si arricchisce di nuove e straordinarie rarità: otto frammenti di corpi celesti in disfacimento hanno da poco fatto ingresso alla Torre Quartero.
Non solo una raccolta eccezionale per il Museo Astense di Scienze della Terra, ma anche qualcosa in più: “Al fascino e all’interesse scientifico che i meteoriti, testimonianza dell’infinito universo, suscitano da sempre – spiega Massimo Umberto Tomalino, fondatore e direttore del Magmax – uniamo la suggestione di essere riusciti ad avverare il desiderio di un collezionista torinese: avrebbe voluto, dopo la sua morte, che la preziosa raccolta non venisse dispersa tra gli appassionati, ma restasse integra e visibile in un museo. Siamo orgogliosi di aver acquisito i reperti, che metteremo in mostra nei prossimi mesi”.
La grandezza dei frammenti varia da quella di una mandorla a quella di un mandarancio. La loro autenticità è provata dai certificati – una vera e propria carta d’identità – che indicano, tra l’altro, la località in cui sono caduti sulla terra, la data della scoperta, la loro composizione.
C’è un pezzo di mondo (Russia, Argentina, Cina, Algeria, ecc.) nella collezione del Magmax, ma anche storie che hanno dell’incredibile: “Fanno parte della nostra collezione – conferma Tomalino – due pezzi del meteorite, caduto 40 mila anni fa e scoperto nel 1891 nel Canyon Diablo in Arizona, simile a quello che probabilmente causò l’estinzione dei dinosauri”.
La visita guidata al Magmax tra minerali e rocce, documenti antichi, strumenti del lavoro in miniera e inattesi oggetti solleva da sempre un forte interesse. “Con i meteoriti – dice Tomalino – siamo certi di poter regalare altri motivi di stupore: la loro origine e distanza è ben più lontana di quelle della polvere di luna dinanzi a cui i visitatori si soffermano incuriositi. Ora la fortuna di guardare da vicino gli oggetti dell’universo è moltiplicata dalla presenza dei meteoriti. Un’altra novità è rappresentata da tre diversi tipi di impattiti di circa 200 mila anni fa: sono dieci reperti, risultato dell’urto di meteoriti sulle rocce terrestri e dello scaricamento di fulmini sulla sabbia desertica, entrati anch’essi a far parte, negli ultimi tempi, del Museo”.
Non ancora visibili al pubblico, le nuove acquisizioni faranno il loro debutto in società in occasione dell’anniversario dei cinque anni del Magmax fissato per il 20 giugno, a partire dalle 15, alla Galleria del Museo Paleontologico. Caratterizzerà l’evento (aperto a tutti e in un primo tempo previsto per il 5 luglio) l’esposizione di una decina di reperti, minerali e oggetti rari mai esposti fino ad ora e facenti parte della complessiva dotazione del museo, ormai giunta a superare i ventimila pezzi.