Teatro e musica dal vivo: a Villa Quaglina nasce “Sconfinamenti”
Teatro e musica dal vivo in un percorso attraverso la scema contemporamea e le sue forme espressive più ibride. E’ “Sconfinamenti”, il nuovo progetto di Pima per rafforzare l’identità di Villa Quaglina come hub culturale.
Il festival nasce dalla convinzione che la cultura possa diventare uno spazio di incontro e di relazione. La scelta di un contesto non urbano permette di raggiungere pubblici che raramente frequentano i circuiti culturali tradizionali, offrendo un’esperienza artistica immersiva e accessibile.
A rendere il progetto particolarmente significativo è la sua sede: Villa Quaglina, centro di accoglienza per rifugiati situato in una frazione collinare del Comune di Asti. Un luogo già attraversato da persone, storie e culture differenti che, per l’occasione, si trasforma in un hub culturale temporaneo aperto all’intera cittadinanza. Durante le giornate del festival, Villa Quaglina ospita inoltre un punto bar e ristoro.
Particolare attenzione è riservata all audience engagement. Oltre alla scelta di uno spazio non convenzionale, il festival promuove momenti di dialogo tra artisti e pubblico, favorendo una partecipazione attiva e una relazione diretta con l’esperienza performativa. La collaborazione con associazioni e realtà del territorio contribuisce inoltre ad ampliare la partecipazione e a coinvolgere nuove fasce di pubblico.
L’elemento centrale del progetto è il coinvolgimento diretto delle persone che vivono a Villa Quaglina. I rifugiati ospitati nel centro di accoglienza hanno preso parte al percorso di ideazione del festival e saranno protagonisti delle attività, affiancati da mediatori culturali.
Anche l’Associazione Alzheimer, attiva da anni all’interno di Villa Quaglina con laboratori di stimolazione sensoriale, ha contribuito alla progettazione dell’iniziativa. Insieme è stata condivisa una programmazione caratterizzata da una forte componente ritmica e musicale, pensata anche come occasione di stimolazione sensoriale per le persone con Alzheimer. Durante il festival saranno inoltre predisposti momenti e spazi dedicati alla loro partecipazione.
Si comincia giovedì 2 agosto alle 18 con Antonello Mangano, giornalista e autore impegnato da anni nello studio delle condizioni dei lavoratori agricoli migranti. Mangano presenterà una ricerca dedicata al fenomeno del bracciantato nella Piana di Sibari.
A seguire, alle 21, andrà in scena “Di come precipita il doppio di un migrante ovvero l’Anciuvé suta process”, monologo di Marco Gobetti nato dal confronto diretto con il pubblico attraverso il progetto di teatro partecipato “Strad-rama”. Lo spettacolo intreccia italiano e piemontese per affrontare i temi della migrazione e del bracciantato, prendendo come filo conduttore la figura dell’anciuvé, l’antico venditore ambulante di acciughe, simbolo dell’emigrazione storica che dialoga con le migrazioni contemporanee.