Meditando la Parola: Il tesoro
Il commento al Vangelo di domenica 26 luglio (Mt 13,44-52) a cura di Davide Pregno
Siamo giunti alla fine del discorso delle parabole del Vangelo di Matteo dove, come abbiamo ascoltato le scorse domeniche, Gesù annuncia il Regno dei cieli descrivendolo per mezzo di parabole, prima alle folle e poi ai suoi discepoli. Nelle prime due parabole sembra che il fattor comune sia la gioia piena che scaturisce nel momento in cui si accoglie nel cuore questo Regno: l’uomo che trova il tesoro è pieno di gioia mentre va e vende tutti i suoi averi per comprare il campo in cui l’ha nascosto; il mercante si comporta allo stesso modo e, da cercatore di perle preziose quale era, sembra esser sazio dell’ultima trovata, quindi smette di cercare. Gesù ci annuncia una speranza grande: questa gioia piena esiste ed è possibile per ciascuno, tutti i pesci infatti sono raccolti dalla rete che è il Regno, buoni e cattivi. È necessario però avere la volontà di liberarsi del superfluo per poterlo accogliere, prima riconoscerlo e poi decidere di vendere tutto per acquistarlo. Contrapposta a questa gioia piena vi è la fornace ardente dove è pianto e stridore di denti, forse provocati dal rimorso per non aver riconosciuto questo Regno o per non averlo voluto acquistare. La domanda finale di Gesù è rivolta anche a noi: abbiamo compreso tutte queste cose? Egli ci esorta ad attuare oggi nella nostra vita un discernimento mosso alla ricerca di questo Regno, fatto di piccole e grandi scelte alla sequela di Cristo.