Meditando la Parola: Il chicco di grano
Il commento al Vangelo di domenica 30 agosto (Mt 16,21-27) a cura di Sara Pisistrato
Il Vangelo di questa domenica mi colpisce perché sembra quasi essere in contrasto con quello della scorsa. Solo pochi versetti prima Pietro aveva riconosciuto in Gesù il Cristo, ricevendo da Lui parole di grande fiducia, ora, invece, Gesù arriva a chiamarlo “Satana”.
Mi fa pensare a quanto la nostra fede possa essere sincera e allo stesso tempo abbia sempre bisogno di maturare. Pietro, sentendo parlare Gesù della sofferenza e della croce, non riesce ad accettarlo e vorrebbe quasi proteggerlo. Di fronte alle grandi sofferenze della vita, anche noi come Pietro possiamo dubitare di Dio e pensare che Lui debba allontanarci da ogni dolore.
Gesù invece ci mostra un Dio che dal dolore non scappa, ma entra fino in fondo nella sofferenza dell’uomo e muore in croce. Così Gesù ci chiede di fare come Lui: “Prendi la tua croce e seguimi” perché abbiamo la certezza che anche lì Dio non ci abbandona.
Il Signore ci chiede un dono totale, di tutta la nostra vita, rinnegando noi stessi. Ma ci promette che solo così possiamo ritrovarla: come il chicco di grano che se non muore rimane solo, mentre se muore porta molto frutto. Quello che ci propone il Signore ci può sembrare troppo, ma la sua promessa è quella di una vita donata, una vita in abbondanza. Se invece ci affanniamo a rincorrere i “guadagni del mondo” finiamo per perderci e spendere la nostra vita per ciò che alla fine ci lascia vuoti..