Nuovo impegno sulle aree interne per il vescovo di Asti in rappresentanza del Piemonte
Il vescovo di Asti, mons. Marco Prastaro, entra nel gruppo ristretto di tre vescovi chiamato a dare continuità al percorso della Chiesa italiana sulle aree interne. La decisione è arrivata, 1° settembre, a Benevento. Al termine dell’incontro che ha riunito i vescovi impegnati da alcuni anni nel confronto sul futuro dei territori segnati da spopolamento. E da fragilità economiche e sociali e difficoltà nell’accesso ai servizi.
Prastaro è stato designato insieme a mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, e a mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico. I tre rappresentano diverse aree geografiche del Paese e avranno il compito di individuare, insieme alla Conferenza episcopale italiana, temi, modalità e luogo del prossimo convegno nazionale dedicato alle aree interne.
L’impegno di mons. Marco Prastaro
Per il vescovo di Asti si tratta dunque di un incarico che porta anche il Piemonte dentro un confronto diventato progressivamente di rilievo nazionale. Un tema particolarmente sentito in una regione dove molte realtà collinari, montane e rurali devono fare i conti con l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento e la progressiva riduzione di alcuni servizi.
L’incontro di Benevento, ospitato al Centro “La Pace”, ha rappresentato anche l’occasione per fare il punto sul cammino iniziato nel 2021. L’obiettivo emerso dai lavori è ora quello di dare maggiore continuità a un percorso nato dal basso, rafforzando il confronto tra i vescovi e arrivando a proposte capaci di incidere concretamente sulla vita dei territori.
Le indicazioni di mons. Mariano Crociata
A indicare la prospettiva è stato mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Nella relazione introduttiva ha sottolineato come «non è più tempo di pensare una azione pastorale avulsa dalle dinamiche territoriali, economico-sociali e culturali che interessano i nostri fedeli e le nostre comunità».
Una riflessione che lega direttamente la presenza della Chiesa alle trasformazioni dei territori. Non soltanto, dunque, la necessità di ripensare parrocchie e organizzazione pastorale davanti alla diminuzione e all’invecchiamento della popolazione, ma anche l’attenzione alle condizioni concrete nelle quali vivono le comunità.
Durante il convegno sono state presentate le esperienze maturate a L’Aquila, Forlì e Cagliari. Realtà differenti che hanno mostrato alcune possibili strade: ricostruire il tessuto comunitario, aumentare la corresponsabilità dei laici, collaborare con le istituzioni e sostenere il lavoro e le opportunità nei territori più fragili.
Al centro c’è soprattutto la capacità di creare alleanze e mettere in movimento le risorse già presenti nelle comunità locali, evitando che le aree interne vengano considerate soltanto territori destinati allo spopolamento e all’abbandono.
Le conclusioni del card. Zuppi
A concludere la giornata è stata la riflessione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.
Dal confronto di Benevento arriva ora la scelta di proseguire il percorso. E toccherà anche al vescovo di Asti Marco Prastaro, insieme ad Accrocca e Ambarus, trasformare quanto emerso in questi anni nel prossimo passo di un confronto che la Chiesa italiana vuole rendere sempre più concreto.
Fonte Agd