Montaldo Scarampi, rubata la campana della chiesetta di Sant’Antonio
È stata rubata la campana seicentesca che chiamava a raccolta i fedeli per le funzioni. ll furto della campana di una chiesetta è un reato grave e un danno per la storia del luogo. Spesso i ladri rubano le campane in bronzo per rivendere il metallo alle discariche o ai mercati di ferro vecchio.
Ad accorgersi del furto sono stati alcuni parrocchiani che giunti nei pressi dell’antica chiesetta della contrada montaldese hanno notato dei calcinacci caduti lungo le mura perimetrali e, guardando verso il tetto per capire cosa fosse accaduto, hanno notato che la campana non c’era più. Immediatamente hanno informato don Ivano che ha subito allertato i Carabinieri della compagnia di Montegrosso. I militari dell’Arma si sono portati sul posto e hanno eseguito, come da prassi, un accurato sopralluogo e hanno quindi raccolto la denuncia del sacerdote.
Crediamo sia un gesto veramente stupido rubare una campana seicentesca come quella per fonderne e venderne il bronzo. Innanzitutto le fonderie hanno il divieto di fondere ogni manufatto con più di cinquant’anni di storia e poi il suo valore venale viene proprio dall’antichità e dalla lavorazione. Non essendo degli antiquari non sappiamo quantificare quanto i ladri possano ricavare dalla vendita, però per i borghigiani la perdita è soprattutto affettiva. Non c’è più la campana che ha accompagnato le funzioni di Sant’Antonio per più di un secolo.
La chiesetta è ubicata sulla strada che porta a Mombercelli. I ladri sono entrati sicuramente in azione di notte per evitare di essere scoperti e, dopo aver raggiunto il tetto probabilmente con una scala, hanno smontato la campana e l’hanno calata giù con una corda. Dopo averla caricata su un mezzo, hanno fatto perdere le loro tracce.
“Chi ha rubato la campana la restituisca – dichiara don Ivano Mazzucco – I parrocchiani sono molto legati alla campana e ai suoi rintocchi. La campana non ha un valore economico rilevante, è antica e fa parte della comunità da secoli. Mettetevi una mano sulla coscienza e fatecela ritrovare. Chi ha rubato questo importante bene è, dunque, pregato di redimersi. Colpire il sentimento di fede delle persone, qualunque esso sia, è l’offesa più ignobile”.
Alessandra Gallo