Al Cpia di Asti una conferenza sulla Fondazione Otonga e la tutela della biodiversità in Ecuador.
Lunedì 28 settembre, alle ore 18.00, presso il Cpia 1 di Asti “Maestro Eugenio Guglielminetti”, in piazza Leonardo da Vinci 22, si terrà la conferenza “La Fondazione Otonga in Ecuador: storia e progetti della Riserva naturale per la tutela della diversità biologica e umana”.
L’iniziativa, promossa dal Centro Missionario Diocesano di Asti, si inserisce nel programma del Tempo del Creato 2026 e propone un momento di approfondimento dedicato al rapporto tra tutela dell’ambiente, biodiversità e responsabilità nei confronti delle comunità umane che abitano i territori.
Protagonista dell’incontro sarà il prof. Giovanni Onore, missionario e naturalista, prima in Africa ora in Sudamerica, fondatore e animatore della Fondazione Otonga, realtà impegnata in Ecuador nella salvaguardia di una significativa area di foresta e nella promozione di una cultura della tutela della diversità biologica e umana.
Nel corso della serata, il prof. Onore, introdotto dal prof. Renato Grimaldi, docente Università di Torino e vicepresidente Fondazione Centro di Studi Alfieriani, e dal prof. Francesco Scalfari, antropologo e docente Cpia di Asti, approfondirà la storia della Fondazione, l’esperienza della Riserva naturale di Otonga e i suoi progetti per il futuro.
L’incontro offrirà al Cpia di Asti e alle sue classi coinvolte, in particolare quelle per conseguire il diploma di maturità in Perito Agrario e Perito Informatico l’opportunità di conoscere più da vicino una esperienza concreta di conservazione della natura e, al tempo stesso, di riflettere sulle relazioni tra ambiente, biodiversità, ricerca scientifica, educazione e responsabilità sociale. La vicenda della Riserva Otonga costituisce infatti uno spunto per interrogarsi sulle modalità attraverso cui la tutela degli ecosistemi può essere coniugata con la valorizzazione delle persone e delle comunità locali.
Il Tempo del Creato rappresenta, in questo senso, un’occasione per promuovere una maggiore consapevolezza sulla necessità di custodire il patrimonio naturale e di costruire una cultura della cura, capace di riconoscere l’interdipendenza tra gli esseri umani e gli ecosistemi di cui fanno parte.
La conferenza, comunque aperto a tutto il pubblico interessato, sarà inoltre un momento di incontro e di confronto aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di favorire la conoscenza di esperienze internazionali dedicate alla salvaguardia della biodiversità e alla costruzione di un rapporto più responsabile con l’ambiente.