Tre domande a… Marco Galvagno
Una nuova lista civica in previsione delle prossime amministrative è stata presentata nei giorni scorsi ad Asti. Si tratta di “A difesa del territorio–Asti–Movimento Progetto Piemonte”, promossa da Massimo Iaretti, originario di Casale e docente di Scienze giuridiche ed economiche, giornalista e consulente di Sicurezza del lavoro, nonché avvocato presso l’Ordine di Vercelli. Insieme a lui, Marco Galvagno, coordinatore provinciale di Forza Italia e attuale assessore al Decoro e legalità. E’ proprio con Galvagno che facciamo il punto della situazione in area centro-destra.
Come nasce la collaborazione tra Forza Italia e Movimento Progetto Piemonte?
“La collaborazione nasce dal fatto che Massimo Iaretti è intanto un amico di famiglia, che già ci aveva appoggiato alle Amministrative del 2012. Il suo è un movimento autonomista, non secessionista, vicino al centro-destra. Volendo presentare una lista ad Asti a sostegno del centro-destra, ha deciso di orientarsi su Forza Italia, dimostrando fiducia e stima nei miei confronti in qualità di segretario provinciale del partito, sposando la filosofia della coalizione, nonostante non sia ancora stato espresso il candidato a sindaco”.
Quali sono i capisaldi della vostra collaborazione, i temi su cui maggiormente puntate?
“Le priorità sono l’identità della città, l’ambiente, i giovani, il lavoro. La sicurezza, intesa come prevenzione, come occupazione degli spazi, come decoro pubblico. Iaretti è stato il precursore del concetto di controllo del vicinato, che non ha nulla a che vedere con le ronde, ma che significa monitoraggio del territorio. E’ vero che la sicurezza è prerogativa delle forze dell’ordine, ma l’amministrazione e i cittadini stessi possono fare molto a suo favore, mantenendo spazi puliti e decorosi, vivibili. Lo slogan del movimento è “Liberi, autonomi e concreti”, dove per autonomia si intende l’importanza del ruolo di tutti, dell’aiuto che ognuno può dare facendo la propria parte. Sono tutti temi che Forza Italia approva in pieno”,
Che peso avrà il civismo alle prossime elezioni rispetto ai simboli di partito?
“Non sappiamo ancora se il centro-destra punterà più sul civismo o sui partiti: la discussione è ancora aperta. Guardando agli ultimi 10 anni, è chiaro che non ci si può affidare solo a slogan: è necessaria una gestione concreta. Una leadership apolitica è possibile, ma è anche vero che la politica la fanno i partiti. Bisognerà anche capire quale sarà l’approccio delle opposizioni. La mia opinione personale è che ci voglia concretezza: Asti ha bisogno di novità e di un cambio di passo. Dopo un governo di 10 anni, per la coalizione di centro-destra è una grande sfida puntare a un terzo mandato. La novità è essenziale, salvo restando l’importanza di porsi con una certa continuità con il passato”.
L’intervista completa e altri approfondimenti sul tema sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 25 settembre 2026
Laura Avidano