La Banca di Asti punta sul “rosa”: Maria Teresa Armosino prima donna presidente
Piazza Libertà cambia pelle e per la prima volta parla al femminile. Maria Teresa Armosino entra nella storia diventando la prima donna al vertice della Banca di Asti. L’assemblea dei soci scattata all’Auditorium non è stata una semplice cerimonia di passaggio, ma un vero derby di potere per la riconfigurazione del vertice aziendale e del futuro della banca, arricchito dall’ingresso di Tommaso Gheduzzi nel consiglio d’amministrazione al posto della nuova presidentessa. Sul campo, gli interventi di Mario Sacco, già guida della Fondazione, e Roberto Marmo, ex numero uno della Provincia ed esponente di Azione, hanno subito alzato la temperatura della sfida. Marmo ha sparato ad alzo zero contro il sistema di designazione dei dirigenti: “Non accetto la legittimità della Fondazione CrAsti”. Una presa di posizione netta, che recupera la segnalazione da lui inviata nel mese di giugno al Ministero dell’Economia e delle Finanze per evidenziare presunte anomalie nella filiera delle decisioni. Ma Marmo non si è fermato a questo e ha spinto l’affondo sulle manovre finanziarie: “Risulta che la società Economa srl abbia acquistato 800 mila azioni della Banca di Asti: questo fatto andrà a cambiare gli equilibri dentro la proprietà dell’istituto?”. Il socio ha anche evidenziato come l’entità acquirente farebbe capo a figure apicali della banca stessa, consegnando una relazione di 11 pagine in cui figurerebbe Stefano Sesia, presidente del Collegio sindacale. Sesia, in realtà, non gestisce leve operative nella società, ricoprendo la carica di sindaco unico con compiti esclusivamente di controllo. A spegnere l’incendio ci ha pensato l’amministratore delegato Roberto Fiorini, rassicurando il pubblico sul fatto che le compravendite citate non alterano il sistema di guida aziendale.
L’articolo completo sul numero della Gazzetta d’Asti in edicola da venerdì 6 novembre 2026
P.V.