Settimana europea sulla sicurezza sul lavoro: partita la serie di eventi di Asti Si’Cura
Ha preso il via ieri, nell’Auditorium della Banca di Asti, l’edizione 2026 di Asti SìCura, iniziativa promossa dalla Prefettura di Asti nell’ambito dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio degli infortuni sul lavoro e la sicurezza dei lavoratori, in occasione della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
L’evento inaugurale, dedicato al tema “Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro”, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto sulle sfide connesse al benessere psicologico dei lavoratori, alla prevenzione dei rischi psicosociali e alla costruzione di contesti organizzativi sani, inclusivi e sostenibili.
Il Prefetto di Asti, Claudio Ventrice, nei suoi indirizzi di saluto ha ricordato che «il lavoro può essere realmente strumento di libertà e di dignità soltanto se è anche sicuro», sottolineando come la tutela della persona debba oggi essere considerata nella sua dimensione più ampia. «Quando parliamo di sicurezza sul lavoro non possiamo limitarci alla sola prevenzione degli infortuni o dei rischi fisici. Dobbiamo ampliare il nostro sguardo e considerare una dimensione altrettanto fondamentale, quella del benessere psicofisico del lavoratore», ha evidenziato il Prefetto, richiamando l’attenzione sulla necessità di promuovere ambienti di lavoro capaci di proteggere non solo l’integrità fisica ma anche quella psicologica delle persone.
Il convegno ha quindi ospitato autorevoli contributi del mondo della ricerca e della prevenzione.
Francesca Grosso, del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale (DIMEILA) dell’INAIL e responsabile delle attività tecnico-scientifiche del Focal Point Italia di EU-OSHA, ha illustrato la campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri 2026-2028”, dedicata alla promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro. Nel suo intervento è stato evidenziato come la salute mentale rappresenti una componente essenziale del benessere delle persone e della sostenibilità sociale ed economica. I profondi cambiamenti tecnologici, organizzativi e demografici che interessano il mondo del lavoro rendono infatti sempre più urgente l’adozione di strategie efficaci per la prevenzione dei rischi psicosociali. La relatrice ha sottolineato l’importanza di promuovere una prevenzione organizzativa capace di intervenire sulle cause dei disagi lavorativi, valorizzando il coinvolgimento dei lavoratori, la qualità della leadership, la chiarezza dei ruoli e il dialogo sociale quali elementi fondamentali per costruire ambienti di lavoro inclusivi e orientati al benessere.
Successivamente, Matteo Ronchetti, ricercatore psicologo del lavoro presso il Laboratorio Rischi Psicosociali e Tutela dei Lavoratori Vulnerabili dell’INAIL, ha presentato le esperienze di ricerca e gli strumenti sviluppati dall’Istituto per la valutazione e la gestione dei rischi psicosociali. Nel corso del suo intervento sono stati illustrati dati ed evidenze scientifiche che confermano il crescente impatto di tali rischi sulla salute dei lavoratori e sulle performance organizzative. Particolare attenzione è stata dedicata allo stress lavoro-correlato e agli effetti che una non adeguata organizzazione del lavoro può produrre sia sul benessere individuale sia sulla produttività delle aziende. Il relatore ha inoltre illustrato gli strumenti operativi messi a disposizione dall’INAIL per supportare imprese ed enti nell’individuazione, valutazione e gestione dei fattori di rischio psicosociale.
Rebecca Nebbia, professionista della Consulenza Tecnica per la Salute e la Sicurezza dell’INAIL Piemonte, ha approfondito il tema della prevenzione dei rischi psicosociali, soffermandosi sugli aspetti organizzativi che incidono maggiormente sul benessere lavorativo: chiarezza degli obiettivi, equilibrio tra carichi di lavoro e risorse disponibili, autonomia operativa, supporto organizzativo, partecipazione e rispetto reciproco. Attraverso la presentazione di esperienze e buone pratiche, la relatrice ha evidenziato come una prevenzione efficace richieda non solo la corretta individuazione dei rischi, ma anche il coinvolgimento attivo delle persone e l’adozione di interventi capaci di incidere concretamente sui fattori organizzativi che possono generare disagio. Un focus particolare è stato inoltre dedicato ai giovani e al loro ingresso nel mondo del lavoro, sottolineando l’importanza di accompagnare le nuove generazioni verso una cultura della sicurezza e del benessere fin dalle prime esperienze professionali.
L’incontro, moderato dalla giornalista Roberta Favrin, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali, degli enti di vigilanza, del mondo delle professioni, delle imprese e del volontariato, confermando il forte interesse del territorio per i temi della salute e della sicurezza sul lavoro.
Il convegno ha evidenziato come la salute mentale costituisca oggi una componente essenziale della sicurezza sul lavoro e come la prevenzione dei rischi psicosociali rappresenti una responsabilità condivisa tra istituzioni, datori di lavoro, lavoratori e comunità locale. In tale prospettiva, Asti Si’Cura continua a proporsi come uno spazio di dialogo e collaborazione volto a diffondere una cultura della prevenzione sempre più consapevole e partecipata.
Le iniziative della manifestazione proseguiranno nei prossimi giorni con incontri, attività formative ed eventi di sensibilizzazione rivolti a cittadini, studenti, lavoratori e imprese, con l’obiettivo di promuovere il valore della sicurezza, della salute e del benessere nei luoghi di lavoro.