La scuola nei primi del ‘900 attraverso foto e strumenti in mostra al Museo Diocesano
Aule, grembiuli, cortili. Bambini come quelli di oggi ma con i volti in bianco e nero, seduti tra i banchi della scuola di cento anni fa.
Alle 17.30 di domani, sabato 7 novembre, il Museo Diocesano inaugura la mostra “A scuola tra memoria e meraviglia: strumenti e ricordi di vita scolastica astigiana nella prima metà del Novecento”, un percorso che riporta indietro le lancette per restituire frammenti della quotidianità degli studenti camminando sul filo tra memoria e meraviglia. Le fotografie d’epoca permettono di rispolverare abitudini e luoghi del passato, evocano ricordi personali, familiari, gettano sguardi sulla didattica in città e nella provincia. Da un lato, la memoria racconta così chi frequentava quelle aule, come si svolgeva la vita scolastica, gli esercizi ginnici, gli spettacoli teatrali e tutte le altre attività che scandivano le giornate degli allievi. Dall’altro lato, la meraviglia scaturisce dalla curiosità e dallo stupore degli studenti davanti agli strumenti dei gabinetti scientifici delle scuole annesse al Seminario vescovile, utilizzati per studiare i fenomeni naturali: apparecchi per lo studio della fisica e della chimica, modelli di macchine a vapore, una lanterna magica, persino un fonografo di Edison. È il frutto dell’intervento di recupero e conservazione avviato nel 1998 dai professori Mario e Rosetta Gozzelino, materiale che il Museo Diocesano espone grazie alla collaborazione con la Biblioteca del Seminario Vescovile per proseguire il progetto “A scuola con gli antichi. Testi e metodi di apprendimento dal Medioevo al XX secolo”, cominciato con la mostra libraria allestita nel refettorio della biblioteca il mese scorso.
L’unione di forze si arricchisce questa volta della sezione Fotografia della Polisportiva Cassa di Risparmio di Asti, che ha curato la digitalizzazione e la stampa delle fotografie esposte. A oggi, sono oltre 3000 le immagini digitalizzate dalla Polisportiva per l’Archivio di Comunità, il progetto con cui la Sezione Fotografia si propone come capofila di una rete di archivi fotografici.
Ma il momento inaugurale offre la sponda al Museo Diocesano per presentare anche il nuovo allestimento che punta a migliorare la valorizzazione della Croce Capitolare della Cattedrale di Asti, forgiata nel 1505 dall’orafo cremonese Giovanni Antonio Feta. Tanti spunti di interesse per lo svelamento di una mostra aperta fino al 20 novembre, una finestra spalancata su un’epoca lontana, là dove affacciarsi con la curiosità che il tempo non sa spegnere.
Al. G.