Perchè abbiamo scritto le osservazioni alla valutazione di impatto ambientale della provincia sul progetto del teleriscaldamento in Asti? IL teleriscaldamento è un sistema in gran parte obsoleto, non propone sistemi ad energie rinnovabili ad eccezione di una pompa di calore da 3 MW cioè il 3,5 % dell’intero progetto. Il progetto tlr è inefficiente produce acqua calda a 95 gradi, ma ai condomini e all’ospedale serve al massimo a 60-70 gradi, è inefficiente perché per 200 giorni l’anno il tlr non è necessario. Siamo contrari perchè arriva troppo tardi per ridurre i gravi livelli di inquinamento presenti in città, causati prevalentemente dal traffico, sovente traffico “parassita” cioè non necessario. L’inquinamento è stato dichiarato cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il 96 % delle caldaie dei condomini astigiani sono più efficienti del sistema di teleriscaldamento. Sul progetto si dichiara di ridurre le immissioni di ossidi di azoto senza dimostralo. Intanto incrementa l’immissione di gas ad effetto serra con i motori a scoppio di cui sono dotati gli impianti. Gli impianti dovranno sorgere nei pressi dell’ospedale, la zona più delicata dal punto di vista ambientale della città per presenza non solo del nosocomio, ma di diverse scuole, di un parco, centri resistenziali, incrementando in loco la produzione di inquinanti e di rumore. Legambiente da diversi anni propone il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento attraverso la coibentazione degli edifici, l’uso di elettrodomestici ad alta efficienza e basso consumo, l’istallazione di pannelli solari e fotovoltaici, pompe di calore per produrre calore ed energia con fonti rinnovabili e a basso impatto ambientale. Al contrario di quanto previsto con la centrale di teleriscaldamento, le scelte per il nostro futuro sono per la riduzione dei consumi energetici e l’uso delle fonti rinnovabili e non di combustibili fossili con i quali si continuano a produrre gas clima-alteranti e sostanze inquinanti. I 45 milioni previsti per la costruzione della centrale termoelettrica e della rete di teleriscaldamento si possono utilizzare per coibentare, molti condomini e gli edifici pubblici le scuole della città riducendo in modo definivo e in misura molto più ampia l’immissione di inquinanti e di gas clima-alteranti. La scelta di costruire un sistema di tlr, non rispetta le disposizioni per il risparmio energetico, la riduzione di immissione di gas “clima alteranti” e di inquinanti proposte dalla comunità europea e da tutti gli organi competenti, compresa la regione Piemonte per costruire un futuro vivibile per tutti. Per il circolo Gaia di Legambiente Asti Giancarlo Dapavo
“Teleriscaldamento: sulla validità del progetto parlano i dati”
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