Nel cotesto delle iniziative per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia sarà portato all’attenzione dei visitatori del costituendo museo del Risorgimento anche un fazzoletto di Garibaldi. In realtà è un pezzo di stoffa insanguinato usato dall’eroe quando fu ferito da una fucilata ad una gamba mentre era sull’Aspromonte.  Attualmente il cimelio è custodito nell’archivio storico del Comune di Asti. Il fazzoletto era stato donato al garibaldino astigiano Sebastiano Viberti da Menotti Garibaldi (figlio di Anita e dell’eroe dei “due mondi”). Alla morte del Viberti, avvenuta il 4 febbraio 1896, la vedova consegnò il cimelio  a Canuto Borelli, avvocato e consigliere comunale di Asti, il quale ne fece dono al Comune. Con il fazzoletto c’è anche la frase scritta dal figlio: “Mio padre fu ferito il 29 agosto 1862 ad Aspromonte”.