Chi ha conosciuto da vicino le tecniche della narrazione, chi ha cercato l’inquadratura perfetta, chi ha suonato i primi accordi, chi ha lasciato libera espressione alla propria vena artistica con sottofondo musicale, chi ha applicato i rigidi schemi della statistica ai giochi da tavolo: per il primo anno di cogestione al Liceo “Ugo Foscolo”, che si è svolta oggi nell’arco della mattinata scolastica, la scelta delle attività è davvero ampia.
Le inedite materie scelte dai ragazzi sono state, quindi, musica (canto e chitarra), fotografia (con applicazione pratica, nei vicoli dell’Asti medioevale, dei primi rudimenti imparati a lezione), statistica applicata, pittura musicale (alla scoperta dei legami tra melodia e visualizzazione grafica) e scrittura creativa. Alla cattedra si sono alternati docenti “ufficiali” della scuola e gli stessi studenti. Tra di loro, una decina sono stati i ragazzi impegnati nello staff, alla prese con la creazione e la gestione della giornata, alle prese, una volta tanto, con appelli da fare, programmi da allestire e regole da fare.
I singoli corsi hanno portato alla realizzazione di un buon numero di scatti fotografici che faranno bella mostra di sé nei locali scolastici, assieme ai “quadri” dipinti con la musica in sottofondo. I racconti prodotti nel laboratorio di scrittura saranno raccolti e pubblicati all’interno del giornalino scolastico del Foscolo, “Cinque in condotta”.
Intanto, si è tenuta ieri la conferenza sui risvolti storici e storiografici dei 150° dell’unità d’Italia, curata da Mario Renosio, direttore dell’Israt astigiano. L’obiettivo dichiarato è stato quello di spolverare da manipolazioni e revisioni gli anni decisivi per la formazione della nostra nazione. “Abbiamo voluto allestire questo incontro – ha detto Anna Maria Morando, preside del “Foscolo” –- per ricordare ai ragazzi l’importanza dell’evento e per fornire loro una più approfondita e consapevole visione del Risorgimento, in un’epoca come la nostra, dove diventa sempre più difficile avere una visione lucida e senza pregiudizi della nostra storia”.