Con due appuntamenti fissati per questo fine settimana, Verdeterra riprende, dopo la pausa estiva, il viaggio nel patrimonio paleontologico dell’Astigiano. Sabato 3 settembre Chiusano ospiterà l’incontro “Tra gli alberi nel grembo del mare”, mentre domenica 4 ad Asti si terrà la visita guidata al cantiere del futuro Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano e del Monferrato (Palazzo del Michelerio). ?
Balene vere e balene letterarie: intorno a questo tema sabato 3 settembre il Giardino dei poeti, posto all’ingresso di Chiusano, accoglierà, alle 17, la conversazione “Tra gli alberi nel grembo del mare” (ingresso libero). Si partirà dal ritrovamento casuale della balenottera avvenuto, nel 2003, in una cava del paese per poi chiacchierare con Gianni Valente, autore del libro “Dall’Arca di Noè a Moby Dick” (Blu Edizioni).
L’incontro sarà moderato dal sindaco Marisa Varvello, il cui Comune è tra i partner di Verdeterra, ideata dall’Associazione culturale Comunica con la collaborazione, tra gli altri, di Ente Parchi Astigiani e Fondazione CRT. In apertura della conversazione, saranno presentate le nuove essenze collocate nel Giardino dei poeti. Lo spazio verde (raccoglie esemplari diversi di piante, a ciascuna delle quali è dedicata una poesia di un grande poeta) è nato durante l’edizione 2010 di Verdeterra.
Lunga circa sette metri, come la più famosa Tersilla di San Marzanotto, un po’ disarticolata e in alcune parti cementata dal sedimento argilloso che l’ha conservata per almeno 3 milioni di anni: così è apparsa, nel 2003, la balena emersa dalla collina della fornace di Chiusano. Prima è stato scoperto il cranio, poi buona parte delle vertebre della zona toracica, piuttosto scomposta, infine le ossa vicine alla coda. I lavori di recupero, diretti da Piero Damarco, paleontologo dell’Ente Parchi, sono durati per circa un anno, fino al dicembre 2004. Da allora i resti fossili del cetaceo, dopo essere stati ripuliti, sono custoditi nel laboratorio di paleontologia di Valleandona: una parte di essi verrà presentata nella mostra temporanea che sarà inaugurata al Michelerio il 30 settembre.
Con il torinese Gianni Valente, documentarista naturalistico, si parlerà del fascino di Moby Dick. Il capolavoro di Herman Melville (dato alle stampe nel 1851 dopo un viaggio dell’autore, dieci anni prima, sulla baleniera Acushnet) verrà raccontato attraverso una duplice chiave di lettura:
come un’opera letteraria e come un trattato scientifico e divulgativo. ? ? ?
Il capitolo dedicato alla balena bianca, ricco di riferimenti suggestivi e altamente evocativi, propone numerosi brani curiosi tratti dall’opera di Melville, come la descrizione di Moby Dick attraverso un paragone buffo e originale: “Ma pigramente rotolandosi tra i marosi, e lanciando di quando in quando il suo spruzzo di vapori, la balena assomigliava a un corpulento borghese che fumasse la pipa in un caldo pomeriggio”. “Dall’Arca di Noè a Moby Dick” è una sorta di bestiario composto da brani di grandi opere letterarie della cultura occidentale, dall’antichità sino alla fine dell’Ottocento, che hanno rappresentato una tappa significativa nella storia del rapporto tra l’uomo e gli animali. Partendo dai testi antichi (la Bibbia, l’Iliade, l’Odissea) e proseguendo lungo le pagine di Dante, Ariosto, Marco Polo fino a Darwin, Melville e Salgari, l’autore si concentra sulle diverse rappresentazioni degli animali, sul modo in cui l’uomo attinge all’universo zoologico, reale e immaginario, per esprimere se stesso. ?
“Il museo immaginato” è, invece, il titolo della visita guidata che Verdeterra proporrà, domenica 4 settembre, a Palazzo del Michelerio.
Nello storico edificio di corso Alfieri proseguono i lavori per il recupero degli spazi e il conseguente allestimento del futuro Museo Paleontologico Territoriale dell’Astigiano e del Monferrato. Sono previsti tre lotti funzionali, il primo dei quali, già terminato, costituirà il percorso della visita guidata, limitata per questioni di sicurezza ai primi trenta iscritti. Le prenotazioni sono già aperte: è necessario telefonare allo 0141.1765082 (Cooperativa La Pervinca). Il sopralluogo, previsto per le 16 con appuntamento all’ingresso di corso Alfieri 381, sarà condotto dall’architetto Piergiorgio Pascolati, direttore dei lavori, Piero Damarco e Gianfranco Miroglio, rispettivamente paleontologo e presidente dell’Ente Parchi Astigiani, responsabile della gestione scientifico-amministrativa del futuro museo.
Quest’ultimo, caratterizzato da un percorso scientifico-espositivo sviluppato in circa 2.300 metri quadrati di superficie, racconterà la storia degli ultimi 45 milioni di anni attraverso i reperti fossili venuti alla luce nell’Astigiano. Proprio durante il primo lotto dei lavori, all’interno dei locali cantinati di proprietà dell’ATC (Azienda territoriale per la casa) lungo la manica su corso Alfieri, è stata scoperta un’interessante stratificazione archeologica, con una sequenza di livelli databili dal periodo romano al secolo XVII.
In questi stessi spazi il 30 settembre l’Ente Parchi inaugurerà la mostra temporanea sulla paleontologia astigiana, “prologo” del futuro museo. Già durante la visita guidata del 4 settembre sarà possibile osservare una parte del materiale che verrà esposto a fine mese, frutto delle collezioni in precedenza conservate al Battistero di San Pietro.
Il futuro museo, progettato d’intesa con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, punterà a valorizzare non solo il prezioso patrimonio paleontologico dell’Astigiano (arricchito in questi anni dagli eccezionali ritrovamenti di significativi reperti a San Marzanotto, Chiusano, Castello d’Annone, Belangero, ecc.), ma anche i percorsi naturalistici che da Valle Botto all’ex cava della Crociera di Cortiglione (ultimo geosito inaugurato) incontrano sempre più l’interesse di cittadini e turisti attenti alle peculiarità del territorio.
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