“In molti mi chiedono come mai io desideri Giuseppe Civati segretario del Partito Democratico. Altri non si capacitano di come uno giovane (?) come me non sia salito sul “carro del vincitore” oppure si domandano il perché non mi sia accodato alle scelte dell’apparato. Altri ancora, con il viso segnato da un maggior sconforto, non si spiegano come mai mi occupi di politica e soprattutto perchè io lo faccia nel Pd. Partiamo dal fondo: in una società segnata da una profonda crisi valoriale, in cui i personalismi sono spinti ed esaltati alla massima potenza, in cui tutti si lamentano salvo poi non occuparsi minimamente della cosa pubblica rinunciando persino al diritto di voto, è difficile comprendere che possa ancora esistere qualcuno che si adopera per il bene comune senza tornaconti o ambizioni personali, ma per quel che mi riguarda tant’è. Cerco di farlo nel PD perché, oltre a perorare più o meno efficacemente le mie idee politiche, è l’unico grosso partito italiano rimasto, strutturato come tale ad ogni livello: dai circoli locali al nazionale. Proprio per questa sua strutturazione è possibile trovare lo spazio e la maniera di impegnarsi ed esprimere liberamente la propria opinione per tentare davvero di “cambiare le cose”. A chi chiede perchè io non mi riconosca nella corrente dei “rottamatori” rispondo che preferisco la corrente dei “carrozzieri” perché sono quelli che lavorano quando c’è ancora qualcosa di salvabile. E noi abbiamo molto da aggiustare ma anche da salvare su tutti i fronti. Veniamo alla predilezione per Pippo Civati segretario del Partito Democratico: seguendolo sono rimasto piacevolmente sorpreso dal suo essere perfettamente in linea con il sentire comune degli elettori circa l’attuale situazione politica nazionale e di partito. Lo apprezzo perché non dimentica mai di essere un eletto in una democrazia rappresentativa con il particolare compito di essere al servizio degli elettori. Dai suoi discorsi, infatti, traspare in ogni attimo la consapevolezza di non essere lì a servire se stesso e il suo tornaconto personale, ma i cittadini che hanno riposto in lui fiducia conferendogli un mandato preciso. Questa è per me l’essenza della politica: non una guerra tra bande per detenere più poltrone e potere possibile, indipendentemente dai mezzi e metodi utilizzati, ma passione e senso di responsabilità verso chi ha contribuito alla tua elezione e insieme a te ha un progetto politico per costruire un Paese migliore e diverso. Proprio in questo senso mi ha colpito la speranza, contenuta nella sua mozione, offerta da un’alternativa concreta, possibile e realizzabile di un nuovo modello di sviluppo sociale, politico ed economico dell’Italia. Troppe volte, negli anni, il PD si è dimenticato della base e dei suoi militanti trovandosi ad assistere passivamente al prevalere, a tutti i livelli, dei personalismi e le prevaricazioni di alcuni dirigenti che hanno pensato solo al potere dimenticandosi del Paese e costringendo inevitabilmente i cittadini a pensare che “tanto sono tutti uguali”. In antitesi alla logica dell’uomo solo al comando e nella convinzione che “senza la base non esistono altezze”, a favore di Civati gioca la volontà precisa di lavorare proprio con quella base che da sempre coinvolge riconoscendogli l’essenziale protagonismo e la sovranità che gli appartiene al fine di ricostruire dal basso un partito che ha grandi potenzialità e l’opportunità di rappresentare davvero tutto il centro-sinistra italiano. Ecco perchè, per queste e molte altre motivazioni, invito tutti gli iscritti e simpatizzanti PD a votarlo alle primarie dell’8 dicembre: perchè considero Giuseppe Civati candidato ad essere l’unica scelta, e non l’alternativa, per un PD e un’Italia migliore, liberata dai bisogni e dalle paure attuali”. Clemente Elis Aceto, consigliere comunale Pd
Primarie del Pd. Clemente Elis Aceto: “Io sto con Civati”
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