L’ordinanza emessa ieri dal Tar del Piemonte blocca 150 milioni di euro che sarebbero andati alle aziende del territorio per dare ossigeno al comparto del trasporto locale. “Avevamo bisogno di queste risorse come dell’aria – afferma Barbara Bonino, assessore regionale ai Trasporti – I ricorrenti, in maniera irresponsabile, nonostante il lungo periodo di condivisione hanno impugnato anche gli atti inerenti il piano di rientro. Infatti, l’ordinanza sospende pure la delibera del maggio 2013 con cui è stato approvato il piano di rientro e che, insieme al piano triennale, ci aveva consentito di ottenere dal Governo 150 milioni di fondi Fas da destinare alle aziende del tpl”. “Stiamo predisponendo ricorso immediato al Consiglio di Stato – prosegue Bonino – nella convinzione che la decisione del Tar, ancora una volta, confermi la tendenza distruttiva contrastante con i principi di rigore nella gestione delle risorse della Pubblica amministrazione che questa Giunta rivendica con forza. Ed inoltre, stiamo valutando l’opportunità di sottoporre all’attenzione della Corte dei Conti il possibile danno che un atto di questo genere crea alla nostra Regione. Ci auspichiamo che le nostre azioni fermino questa pericolosa deriva che danneggia gravemente gli interessi del Piemonte”. L’assessore puntualizza inoltre che “la riorganizzazione dei servizi di Trasporto pubblico locale, seppure penalizzata da una drastica riduzione dei trasferimenti statali, ha prodotto un ottimo risultato e un miglioramento qualitativo nell’offerta di trasporto ai piemontesi. È incomprensibile la sospensiva del piano triennale ordinata dal Tar, e ancor più incomprensibile il rinvio per il giudizio nel mese di novembre. A fine anno i servizi saranno già erogati. La valutazione nel merito, ovviamente, avrebbe richiesto tempi celeri sganciati da assurde e dannose lungaggini burocratiche che, di fatto, servono solo a penalizzare i piemontesi già gravati da anni di sacrifici”. “Non so più che cosa dire – commenta il presidente della Regione, Roberto Cota – Le conseguenze negative dell’attività del Tar Piemonte sono gravi ed inaccettabili. Siamo di fronte ad una sistematica condotta che interferisce nell’azione di governo e che rallenta scelte importanti e necessarie. Si invocano le riforme e poi chi le fa viene bloccato. Il tutto avviene nella più totale irresponsabilità da parte di chi, appunto, non risponde mai delle conseguenze delle proprie azioni. Purtroppo siamo in un sistema alla deriva, dove si è persa completamente la dimensione delle cose. Di certo non ci faremo intimorire, né fermare: le nostre riforme sono nell’interesse generale dei piemontesi, e solo questo conta”.
Licenziato nella notte a Palazzo Lascaris il previsionale 2014, di oltre 11 miliardi di euro
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