La CrAsti chiude il 2013 con un risultato economico ampiamente positivo, confermando la striscia realizzata negli ultimi anni. Il rendiconto 2013 è stato approvato nella seduta di giovedì 27 marzo dal consiglio di amministrazione della banca, e sarà sottoposto all’assemblea convocata per il 29 aprile prossimo al Teatro Alfieri di Asti. L’utile netto è pari a 69,8 milioni di euro, in crescita di 40,9 milioni rispetto al 2012. La voce include il beneficio economico conseguente alla valutazione delle quote di partecipazione nel capitale della Banca d’Italia, decisa dal Governo a fine 2013. In merito, sono ancora in corso da parte di Unione Europea e Bankitalia approfondimenti circa l’imputazione contabile della rivalutazione, che potrebbe essere iscritta a patrimonio netto anziché in conto economico. Al di là dei tecnicismi contabili, al netto della rivalutazione Bankitalia, l’utile netto ammonterebbe comunque a 35,7 milioni di euro in crescita di 6,8 milioni rispetto al 2012, il 23% in più. Un dato significativo, visto il momento economico tutt’altro che favorevole in cui il sistema bancario deve fare i conti. Venendo alla dinamica delle principali voci di bilancio, le attività finanziarie gestite per conto della clientela hanno raggiunto i 9,3 miliardi di euro (+11,11%). La raccolta diretta, da sempre oggetto di particolare cura da parte della banca, si attesta a 6,5 miliardi di euro (+ 12,05%) e costituisce, all’interno dell’aggregato, la componente più significativa. I crediti verso clientela ammontano a 5 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente (- 1,87%), riflettendo la debole congiuntura economica. La riduzione percentuale è inferiore rispetto alla media del sistema bancario (-3,87%, fonte ABI), a conferma del ruolo responsabile assunto in questa fase difficile dell’economia da CrAsti, impegnata ad assicurare sostegno finanziario a imprese e famiglie meritevoli, nella convinzione che la ripresa si possa manifestare solo attraverso il motore dell’economia reale. La difficile congiuntura economica ha continuato a pesare sulle condizioni finanziarie di famiglie e imprese, con il conseguente ulteriore deterioramento della qualità dei crediti e la necessità di effettuare elevati accantonamenti per rischi creditizi: le rettifiche nette su crediti (gli accantonamenti prudenziali su prestiti e mutui ritenuti di difficile esigibilità) hanno raggiunto la quota di 107,7 milioni di euro, in aumento di 62,3 milioni di euro sul 2012 e ammontano al 2,15% dei crediti verso clientela (0,89% nel 2012). A seguito di tali rettifiche, il livello di copertura dei crediti deteriorati si attesta al 42,26% (in sensibile aumento rispetto al 2012, pari al 36,46%), livello superiore alla media del settore creditizio come rilevato dall’ ABI. Al netto delle rettifiche di valore su crediti, il margine di interesse (che misura l’andamento dell’attività tipica della banca, l’intermediazione creditizia), si attesta a 36,8 milioni di euro ed il margine di intermediazione netto aumenta, rispetto all’esercizio 2012, di 15,3 milioni di euro (+ 8,82%) attestandosi a 189,1 milioni di euro. I dividendi su partecipazione sono pari a 9,1 milioni di euro ed il sensibile aumento rispetto allo scorso esercizio è dovuto agli utili della controllata Biverbanca S.p.A. Le spese per il personale, che rappresentano circa il 61% del totale, salgono dell’1,36% principalmente per effetto dell’adeguamento automatico delle retribuzioni, secondo quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro. La costante attenzione al governo dei costi di gestione ordinaria ne ha permesso una sensibile diminuzione pari a 8,3 milioni, il 17,50% in meno rispetto al 2012, quanto CrAsti sostenne consistenti oneri straordinari per l’acquisto della partecipazione azionaria di controllo in Biverbanca. Il Cost/Income, principale indicatore dell’efficienza aziendale, pur non considerando l’effetto positivo della rivalutazione delle quote Bankitalia, si attesterebbe a 46,55%, tra i migliori delle banche commerciali. Il Patrimonio di Vigilanza individuale ammonta a 671,9 milioni di euro; il core tier 1 ratio, indicatore di solidità e solvibilità che rappresenta di fatto il patrimonio di qualità primaria, è pari al 16,52% (rispetto al 13,78% del 31/12/2012) ed il total capital ratio si attesta al 18,68%. L’indice di leva finanziaria, calcolato come rapporto tra totale attivo al netto delle attività immateriali (numeratore) e patrimonio netto al netto delle attività immateriali (denominatore) è pari a 14,99%, valore tra i migliori del sistema. Lusinghiero anche l’aggregato di gruppo, che si chiude con un utile di 197,2 milioni di euro. Al netto delle quote di partecipazione in Bankitalia (Biverbanca ne detiene una percentuale più alta di CrAsti) il risultato netto è pari a 33,8 milioni di euro. Le attività finanziarie gestite per conto della clientela ammontano a 14,9 miliardi di euro (+ 4,80%); la raccolta diretta è pari a 9,2 miliardi di euro (+ 7,02%) e costituisce, all’interno dell’aggregato complessivo, la componente più significativa. I crediti verso clientela si attestano, al lordo delle operazioni di cartolarizzazione realizzate dalla Capogruppo, a 7 miliardi di euro (- 4,26%). Il margine di interesse al lordo delle rettifiche di valore su crediti si è attestato a 195,9 milioni di euro, risultato raggiunto, malgrado il livello straordinariamente basso fatto registrare dai tassi di mercato, anche grazie all’apporto derivante dal rendimento dei titoli obbligazionari in portafoglio. Al netto delle rettifiche di valore sui crediti, il margine di interesse ammonta a 71,8 milioni di euro. Relativamente alla capogruppo, il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di un dividendo di 0,40 per azione, pari a quello dell’esercizio precedente.
Utile record per la Cassa di Risparmio di Asti: approvato il bilancio 2013
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